Un blog fuori tempo massimo

The Nun II

di Michael Chaves (The Nun II, 2023)

The Nun II Poster

Confess your sins.

Il riassunto In 1956 France, a priest is violently murdered, and Sister Irene begins to investigate. She once again comes face-to-face with a powerful evil. Imdb

Il commento Altro pezzo del conjuverso, la suora (tua) due è un horrorino che mescola meccaniche da case stregate con la passione tutta americana per i rituali della Chiesa Cattolica, le sue simbologie, i suoi oggetti e soprattutto i suoi archivi, che contengono sempre tutto lo scibile umano a portata di bibliotecario. Il film è deboluccio e sconclusionato, ma il regista Micheal Chaves riesce a inventarsi qualche bella scena e sa giocare bene con l’illuminazione per dare qualche brividino che non sia il solito jumpscare.

Postato il 11/09/2023


What We Do in the Shadows - stagione 5

di Jemaine Clement (What We Do in the Shadows, 2019)

What We Do in the Shadows Poster

Don’t ask what they do outside the shadows.

Il riassunto A documentary-style look into the daily (or rather, nightly) lives of a group of vampires in Staten Island who have “lived” together for hundreds and hundreds of years. Imdb

Il commento Pur essendo sempre piuttosto divertente, WWDITS ha preso l’abitudine di creare un arco narrativo potenzialmente sconvolgente che alla fine della stagione si riassorbe tornando al punto di partenza. Sembra di leggere una storia di Topolino, trovo il meccanismo piuttosto irritante. Questa stagione è comunque decisamente meno ispirata delle altre.

Postato il 11/09/2023


Labirinto di passioni

di Pedro Almodóvar (Laberinto de pasiones, 1982)

Labirinto di passioni Poster

The Craziest and Funiest!

Il riassunto An array of outrageous people, including a desperate nymphomaniac and a terrorist with an acute sense of smell, seek love and happiness in Madrid. Imdb

Il commento Il secondo film di Almodovar è poco più maturo dell’esordio, almeno a livello di temi e di scrittura. Se i primi sono la narrazione di quel mondo folle e trasgressivo che era la movida madrilena negli anni ‘80, la seconda è chiaramente goffa, soprattutto nei dialoghi, e anche l’introduzione di una bozza di intrigo internazionale è pretestuosa. E però la regia è già più matura, così come la cura per le ambientazioni degli interni, e questo piccolo mondo folle è proprio divertente.

Postato il 10/09/2023


Wohpe

di Salvatore Sanfilippo

Wohpe Laurana Editore,264 pagine
Il romanzo di Sanfilippo sull’intelligenza artificiale non è privo di spunti notevoli: non solo le questioni etiche sull’IA sono affrontate, ma si parla anche di etica e sentimenti dell’IA stessa. Mi è anche piaciuta l’umanità del futuro che si è liberata del lavoro delegandolo ai robot e ha completato la transizione ecologica, nonché l’evidente competenza tecnica dell’autore (e ci mancherebbe, visto il curriculum!). Eppure rimane la sensazione di poco approfondimento, di temi accennati e poco sviluppati, e una struttura a tratti piuttosto goffa (ad esempio, il primo capitolo che è d’azione sembra pensato come un film, ma l’allaccio col resto della storia è pretestuoso, e un altro capitolo con due personaggi nuovi introdotti finisce nel nulla), e infine poteva essere scritto decisamente meglio.
Si legge con discreto piacere e qualche stimolo a pensare lo dà, senza dubbio, però speravo in qualcosa di più convincente.

Postato il 08/09/2023


Belle

di Mamoru Hosoda (竜とそばかすの姫, 2021)

Belle Poster

You are no longer alone.

Il riassunto Suzu is a 17-year-old high-school student living in a rural town with her father. Wounded by the loss of her mother at a young age, Suzu one day discovers the massive online world “U” and dives into this alternate reality as her avatar, Belle. Before long, all of U’s eyes are fixed on Belle, when, suddenly, a mysterious, dragon-like figure appears before her. Imdb

Il commento Un po’ isekai, un po’ storia di idol, un po’ la Bella e la Bestia, un po’ teen drama, il film di Hosoda è a tratti spettacolare e ha alcune scene di spaccato scolastico molto graziosa, ma è complessivamente insensato (ci son diverse svolte narrative che sono proprio folli) e derivativo. E troppo lungo.

Postato il 05/09/2023


Iro iro: Il Giappone tra pop e sublime

di Giorgio Amitrano

Iro iro: Il Giappone tra pop e sublime DE AGOSTINI,2018,141 pagine
Iro Iro è un saggio divulgativo sul Giappone scritto da uno yamatologo di indubbia preparazione, che riesce nell’obiettivo nel presentare un Giappone in bilico tra tradizione e modernità approfondendo molti aspetti del pensiero nipponico. È un approccio ben diverso dai reportage di costume, ma anche dai polverosi saggi della tradizione accademica: Amitrano trova il giusto equilibrio utilizzando sè stesso come tramite, attraverso la sua esperienza di gaijin che si è approcciato con umiltà e dedizione alla cultura giapponese: il risultato è un libro dedicato ad argomenti alti e bassi (la cerimonia del tè, il karaoke, il rapporto con le stagioni, la calligrafia, il concetto di felicità) ottimamente mescolati. Ho forse trovato a volte poco incisivi e mal integrati certi inserti di critica letteraria o di arti figurative, più faticosi e meno a fuoco. E’ però un piccolo difetto per un libro da consigliare.

Postato il 03/09/2023


Sapore di mare

di Carlo Vanzina (Sapore di mare, 1983)

Sapore di mare Poster

Il riassunto A comedy about the adventures of several families during their sea vacations. Imdb

Il commento Forse il più seminale dei film italiani vacanziero/nostalgici, è un film girato con pochi mezzi e senza grandi idee, ma ha il merito di definire personaggi con caratteri ben definiti, è tutto sommato abbastanza divertente e mai volgare, e un bel finale agrodolce.

Postato il 28/08/2023


Oh, oh, oh, oh, oh: I Righeira, la playa e l'estate 1983 (Italian Edition)

di Fabio De Luca

Oh, oh, oh, oh, oh: I Righeira, la playa e l'estate 1983 (Italian Edition) Nottetempo,312 pagine
La tesi dell’autore è che gli anni ‘80 come sono entrati nel nostro immaginario sono iniziati nel 1983, con un piccolo prologo nei mondiali ‘82, con l’eponimo motivetto balneare/apocalittico. Intorno a questa idea il libro costruisce la storia dei Righeira e in particolare di “Vamos a la playa”, intervistando solo uno dei due (l’altro è irreperibile dopo la Grande Litigata di cui non si sa nulla) e un sacco di personaggi di contorno, più o meno famosi. Il risultato è una riuscita ricostruzione dettagliata dello spirito dell’epoca, con enfasi sulla scena musicale pop italiana ma anche una panoramica, inevitabilmente superficiale, dell’Italia degli anni ‘80. Si legge con piacere, De Luca è un ottimo e navigato giornalista, anche se a tratti sorge il dubbio che si stia sopravvalutando tutto: lo spirito, l’epoca, la canzone, i Righeira. Forse è un giochino andato troppo in là.

Postato il 15/08/2023


La casa disabitata

di Charlotte Riddell

La casa disabitata ABEditore,1875,232 pagine
Libro che rientra nella categoria “non mi ricordo perché l’ho comprato”, “La casa disabitata” è un romanzo horror vittoriano, una storia di fantasmi ambientata a Londra, che a un certo punto vira verso una trama gialla. Le influenze dickensiane sono molto evidenti, soprattutto in alcuni personaggi caricaturali e nell’io narratore, un umile impiegato di belle speranze, ma ci sono diverse pagine ben riuscite. Nononostante l’armamentario classico del genere (apparizioni, porte che si aprono, notti tempestose con rami che battono sul vetro), o forse a causa di esso, il libro non riesce a far paura, ma nemmeno scade nel ridicolo. Rimane un’interessante opera del suo tempo, minore e derivativa, ma ancora leggibile dopo 150 anni. Non è cosa da poco.

Postato il 13/08/2023


Insert Kopeyki. I videogiochi nell'universo comunista

di Stelio Fergola

Insert Kopeyki. I videogiochi nell'universo comunista Passaggio al bosco,2021,100 pagine
Piccolo pamphlet su un argomento che, nell’ambito del mio interesse per la storia dei videogame, mi aveva attirato, cioè come se e come i videogame esistevano in URSS e nei paesi nella sua orbita. Il libro fa un discreto lavoro di inquadramento del concetto di intrattenimento nei paesi comunisti, e di come i videogame, pur esistendo, fossero rari e costosi, ma non più di altri beni considerati “voluttuari”, e anche come potevano essere prodotti nell’ambito della pianificazione industriale sovietica. Se questo è il maggior merito del libro, si rimane più insoddisfatti nella parte più specifica dei giochi: com’erano? Che temi trattavano? A livello tecnologico, erano differenti? C’è una serie di nomi, qualche breve descrizione, nessuna immagine. Non rimane la sensazione di essere venuti in contatto con questo mondo rimasto così isolato e sconosciuto.

Postato il 09/08/2023