Un blog fuori tempo massimo

Coyote vs. Acme

di Dave Green (2026)

Coyote vs. Acme Poster

The movie ACME doesn’t want you to see.

Il riassunto Dopo che i prodotti Acme lo hanno deluso per l’ennesima volta nella sua tenace caccia al Roadrunner, Wile E. Coyote decide di assumere un avvocato pubblicizzato su un cartellone per citare in giudizio la Acme Corporation. Imdb

Il commento Io credo che i corti Warner dell’epoca d’oro siano uno dei grandi tesori dell’umanità. Ogni tanto ci si ricorda della loro esistenza e vengono sfruttati, più o meno bene: in questo caso, decisamente bene, aggrappandosi alla solidarietà che chiunque riversa nei confronti del povero Wile E. Coyote nelle sue vicissitudini con Road Runner. Ne esce un film che cerca lo spirito di Roger Rabbit parlando di convivenza di umani e cartoon (ci riesce in parte, meno che nel capolavoro di Zemeckis), ha le sue parti migliori nelle gag slapstick da cartoon (ben scritte e realizzate quasi tutte) e aggiunge anche una strizzatina d’occhio alle sue vicissitudini produttive, un po’ come faceva Fitzcarraldo. Si ride molto, ci si godono le citazioni e le comparsate, si rimane un po’ perplessi di fronte ai momenti di buonismo, ma è un piccolo difetto.

Postato il 07/09/2026


Kimagure Orange Road

di Izumi Matsumoto

Orange Road J-Pop,2012,10 volumi
Parlo poco di fumetti da queste parti, in parte perché in questo periodo della mia vita ne sto leggendo pochi e in parte perché non ho mai preso l’abitudine di commentarli, ma oggi voglio fare un’eccezione. E, si badi, sarà un articolo ad alto tasso di nostalgia.

Quest’estate ho riletto Kimagure Orange Road di Izumi Matsumoto. Ho perso il conto di quante volte ho letto l’edizione Star Comics. L’ultima sarà stata una decina di anni fa, e avevo pensato che probabilmente sarebbe stata l’ultimissima. Il recupero dell’edizione J-Pop del 2012 con nuova traduzione e adattamento mi ha dato lo stimolo all’ennesima rilettura.

La prima volta che ho letto Orange Road, prima metà anni ‘90, stavo finendo il liceo, ed erano passati meno di dieci anni dall’uscita originale del manga in Giappone. Eppure, nello sbrilluccichio dei primi anni ‘90 e dei manga più cool del momento, sembrava già qualcosa di un altro tempo: una storia tutto sommato abbastanza ingenua, con un carattere episodico, l’abbigliamento dei personaggi che grida “anni ‘80”, disegni non troppo particolareggiati e, all’inizio, anche bruttini (poi Matsumoto migliora, o gli danno assistenti bravi - Hagiwara su tutti!). Più di trent’anni dopo, la sensazione non cambia, ma se l’invecchiamento immediato c’è stato, col tempo quei difetti sembrano sempre più veniali e a quarant’anni dalla prima edizione il manga non sembra così vetusto.
Certo, ci sono diversi episodi simili (quanti doppi appuntamenti? quante scene con Kyosuke e Madoka che stanno per combinare qualcosa e vengono interrotti? gag coi poteri?), ci sono alcuni personaggi secondari introdotti e poi dimenticati, altri sono pure macchiette, Madoka è una superwoman che qualunque cosa faccia la fa benissimo, i disegni devono aspettare gli ultimi volumi per essere definiti davvero “spettacolari” e, non ultimo, il “triangolo” e l’indecisione di Kyosuke non sono mai in realtà tali, sappiamo fin dall’inizio chi ama davvero.

Sì, ma questi sono peccatucci. La serie è frizzante e divertentissima, le situazioni sono sorprendentemente varie, date le premesse, i comprimari sono azzeccati e memorabili. Ma la cosa che più mi colpisce a ogni rilettura è la sensazione del tempo che passa: in una serie episodica è comune lasciare il tempo sospeso in modo da poterla continuare ad libitum. Orange Road inizia coi personaggi più grandi in terza media e si conclude con la fine delle superiori, scandendo stagioni e anni che passano e accompagnandoli in una progressiva maturazione. Questo implica che c’è una sorta di countdown verso l’esplosione del potentissimo finale che a un certo punto è inevitabile, e che non manca mai di commuovermi fino alle lacrime, soprattutto nella scena in cui Manami abbraccia Hikaru, che è il vero momento di svolta.

Siamo nel 2026. Izumi Matsumoto non è mai riuscito a ripetersi ed è purtroppo morto troppo giovane, come molti mangaka. Anche Garion, traduttore della nuova edizione e massimo esperto italiano di Orange Road, con cui ho avuto molte discussioni a proposito, ci ha lasciato troppo presto. Io oggi ho quasi quarant’anni più dei protagonisti e dovrei avere un certo distacco per le vicissitudini di liceali. Eppure, continuo a essere legato a Orange Road, come lo sono stato in passato in diverse fasi della mia vita. Sospetto che lo sarà ancora in futuro.

Due parole sull’edizione J-Pop: finalmente non ribaltata, senza i terribili cartelli ridisegnati dell’edizione Star e il suo pessimo lettering, con la nuova ottima traduzione di Garion (ma anche quella vecchia non era male, tutto sommato). Manca, rispetto all’edizione Star, uno dei due episodi con Matsumoto stesso protagonista, ma c’è in più un episodio bonus particolarmente sexy ambientato ai bagni pubblici, posteriore alla pubblicazione originale. Dispiace però che tutte le copertine siano dedicate a Madoka, mancando l’essenza del manga.

Postato il 23/08/2026


Avventure postume di personaggi illustri (Italian Edition)

di Roberto Alajmo

Avventure postume di personaggi illustri (Italian Edition) Sellerio Editore,180 pagine
Graziosissimo saggetto che parla delle vicissitudini dei cadaveri di vari personaggi famosi, siano essi salme, ceneri, imbalsamazioni e così via. Si va dal prevedibile Lenin e la sua imbalsamazione, al doppio cranio di Cartesio, alle reliquie di Sant’Agata su e giù per il mediterraneo, al processo al papa cadavere riesumato per l’occasione col diacono che parla per lui ispirato dallo Spirito Santo. Ce n’è per tutti i gusti. Come si può desumere dal titolo, il tono è ironico e giocoso ed è facile farsi quattro grasse risate alle spese delle povere spoglie dei personaggi illustri. Ma quello che rende il libro davvero memorabile è il capitolo sulle ceneri di Pirandello. Si tratta di pura commedia all’italiana, e mi sembra incredibile che non ne sia stato tratto un film. Sto ancora ridendo.

Postato il 16/08/2026


Il giorno del giudizio. Dungeon Crawler Carl (Dungeon Crawler Carl, #2)

di Matt Dinniman

Il giorno del giudizio. Dungeon Crawler Carl (Dungeon Crawler Carl, #2) Mercurio Books,2021,480 pagine
Complessivamente mi è piaciuto di meno del primo libro, che introduceva un mondo e succedevano un sacco di cose a valanga. Questo volume è molto più statico, succede poco e probabilmente anche cose abbastanza marginali (“subquest”, verrebbe da dire), non si aggiunge molto ai personaggi e nemmeno troppo al world building, che comunque rimane tremendamente cervellotico. Rimane comunque un libro di intrattenimento piacevole, scritto con brio e lascia la curiosità di vedere che succede al quarto piano. Però già un primo passo falso al secondo volume fa inquietare un po’…

Postato il 02/08/2026


Sei una bestia, Viskovitz

di Alessandro Boffa

Sei una bestia, Viskovitz Garzanti,1998,141 pagine
Librino delizioso di racconti animaleschi di poche pagine in cui il protagonista si chiama sempre Viskovitz, e in ogni racconto è una bestiola differente: ghiro, formica, lumaca, leone, cane eccetera. A tratti i racconti si contaminano con altri generi (ad esempio il Viskovitz-cane è un hard boiled), ma hanno sempre un lieve umorismo e una leggerezza che li rendono piacevolissimi da leggere, tantopiù che l’autore ha una formazione da biologo, e le caratteristiche etologiche degli animali sono bel illustrate e sfruttate. L’unità tra i racconti, oltre che per lo stile, è data anche dal cast di personaggi che circondano Viskovitz, che hanno sempre gli stessi nomi: Petrovic, Zuvotic, Lopez (quest’ultimo nome mi fa inevitabilmente ridacchiare) e le femmine (quando ha senso parlare di femmine, a seconda degli animali) Ljuba e Jana. Piace pensare che si tratti di un libro sulla reincarnazione, ma in realtà nulla nel libro suggerisce questo. A volte rimane la sensazione che il raccontino poteva essere espanso e diventare se non un romanzo qualcosa di più: l’epica e tragica storia della formica che assurge a imperatore di più formicai lascia l’amaro in bocca per le poche righe dedicate all’ascesa del protagonista.
I miei racconti preferiti sono i citati racconti sulla formica imperatore e l’hard boiled sui cani, ma anche la dura vita sessuale delle lumache ermafrodite e il paranoico passero che ha a che fare coi cucili sono davvero notevoli. Ma credo tutti i racconti hanno un momento in cui brillano per un’invenzione, una gag, un momento inaspettato. Un libro notevole.

Postato il 22/07/2026


Widow's Bay - stagione 1

di Katie Dippold (2026)

Widow's Bay Poster

Welcome to the island, please enjoy your stay. Just don’t ask too many questions.

La serie Il sindaco di una cittadina del New England è determinato a trasformarla nella prossima meta turistica di successo, nonostante gli avvertimenti della popolazione locale secondo cui la città sarebbe maledetta. Imdb

In questa stagione Widow’s Bay è una pittoresca cittadina insulare situata a 40 miglia al largo della costa del New England. Ma qualcosa si nasconde sotto la superficie. Il sindaco Tom Loftis è disposto a tutto pur di rilanciare la sua comunità in difficoltà. Non c’è Wi-Fi, la copertura cellulare è instabile e deve fare i conti con gli abitanti superstiziosi che credono che la loro isola sia maledetta. Vuole che queste persone lo rispettino. Ma loro non lo fanno. Lo considerano debole e codardo. E in effetti lo è. Ma Loftis è determinato a costruire un futuro migliore per suo figlio adolescente e a trasformare l’isola in una meta turistica. Miracolosamente, ci riesce: i turisti stanno finalmente arrivando. Sfortunatamente, gli abitanti del posto avevano ragione. Dopo decenni di calma, le vecchie storie che sembravano troppo assurde per essere vere ricominciano ad accadere.

Il commento Serie più chiacchierata del momento, decisamente in modo meritato. Il mix di pastiche di vari generi horror non è originale, ma lo è il contesto e soprattutto il tono ironico e divertito, ma che non risparmia i momenti più drammatici, e il fatto che sia sostanzialmente uno Stephen King apocrifo. Qualche puntata leggermente più debole (anche se il livello di regia e sceneggiatura è sempre alto) e un finale forse un po’ troppo anticlimatico, però rimane la voglia di vederne ancora e aspettare la seconda stagione.

Postato il 01/07/2026


Jim Queen

di Marco Nguyen, Nicolas Athané (2026)

Jim Queen Poster

For better or for Queer.

Il riassunto Quando l’Heterosis – un misterioso virus che trasforma gli uomini gay in eterosessuali – si diffonde nella scena gay parigina, Jim, il sovrano dai muscoli scolpiti delle Gym Queens, passa dall’essere una figura di spicco del Pride a diventare un emarginato sociale. Con solo Lucien, un ragazzo appena uscito allo scoperto con più cuore che addominali, ancora al suo fianco, Jim deve correre contro il tempo per trovare una cura prima che la malattia cancelli la comunità che un tempo lo venerava. Imdb

Il commento Da uno spunto piuttosto demenziale (un virus che “guarisce” dall’omosessualità) nasce un film esilarante, coloratissimo, ricco di invenzioni e con una satira non solo dell’omofobia, ma anche del mondo gay stesso, nella specifica di quello parigino. La realizzazione è in uno stile adatto al tema e il film è scritto decisamente bene, Ma il punto è che si ride proprio tanto!

Postato il 25/06/2026


Nobody (浪浪山小妖怪)

di Yu Shui (2025)

Nobody (浪浪山小妖怪) Poster

Il riassunto Il maialino Yao decide di lasciare il Monte Langlang per unirsi a un pellegrinaggio. Durante il viaggio verso ovest, quali prove dovranno affrontare i piccoli mostri? Alla fine, riusciranno a realizzare i propri sogni e a vivere come desiderano davvero? Imdb

Il commento Film cinese di animazione in 2D che si innesta sulla celebre leggenda del viaggio in Occidente, però dal punto di vista di un gruppetto di mostri criminali di piccola taglia. Il film ha un tono umoristico (anche se fa solo moderatamente ridere, a dire il vero) ma presenta un’evoluzione dei personaggi abbastanza credibile. Divertente il fatto che ha un finale con una battaglia che è puro stile Dragonball, che a sua volta è ispirato dalla stessa storia, e il cerchio si chiude. È indubbiamente però troppo lungo, con diverse scene strascicate, e qua e là la noia si fa vedere.

Postato il 25/06/2026


Samurai Ballerina -L'étoile de Paris en fleur- (パリに咲くエトワール)

di Goro Taniguchi (2026)

Samurai Ballerina -L'étoile de Paris en fleur- (パリに咲くエトワール) Poster

Il riassunto Parigi, all’inizio del XX secolo. Fujiko sogna di diventare pittrice nonostante le aspettative che la vedrebbero sposata, mentre Chizuru, nata in una famiglia di samurai, desidera ardentemente studiare danza classica. Ritrovatesi a Parigi dopo essersi conosciute da bambine, si sostengono a vicenda e perseguono i propri sogni. Imdb

Il commento Un anime abbastanza classico, che deriva alcune meccaniche dagli spokon applicandole a balletto e pittura, con la pittoresca ambientazione di Parigi del primo ‘900 e un target probabilmente shojo. Curiosa anche l’eco di Maison Ikkoku in alcuni personaggi, situazioni e addirittura in una gag (Mamezo/Ma Maison). La cosa migliore del film è il ruolo della protagonista (o meglio, colei che fornisce il punto di vista) che è ancullare in qualche modo antitematico, e la mancanza di un love interest, che sarebbe superfluo. Dovevo usare il condizionale, perché in effetti purtroppo entrambe le idee vengono vanificate in un finale posticcio. Se aggiungiamo che nel finale compare anche una pessima e mal integrata CGI, sarebbe quasi da suggerire di uscire dalla sala 5 minuti prima!

Postato il 24/06/2026


Blaise

di Dimitri Planchon, Jean-Paul Guigue (2027)

Blaise Poster

Il riassunto La famiglia Sauvage ha un disperato bisogno di essere amata. Carole sa che i suoi dipendenti la odiano ed è determinata a conquistarne la fiducia a qualsiasi costo. Jacques non ha mai lavorato un solo giorno in vita sua e non si sente rispettato. Quanto al loro figlio sedicenne Blaise, introverso e privo di personalità, asseconda sempre tutti e acconsente a tutto… Al punto che, quando incontra questa ragazza, Joséphine, si lancia educatamente in una crociata rivoluzionaria, violenta e del tutto improvvisata. Imdb

Il commento Un po’ satira, molto commedia degli equivoci, Blaise è una commedia molto divertente, in cui le situazioni nascono in parte da equivoci ma soprattutto da gente che mente, spesso senza un motivo importante, e non ne viene più fuori. Personaggi che costituiscono sostanzialmente un cast di imbecilli, e curiosa anche la tecnica, una specie di cut out da foto ma elaborate con uno stile non lontano da quello delle caricature, che aumenta il senso di grottesco del tutto. Un gioiellino.

Postato il 23/06/2026