Un blog fuori tempo massimo

Kimagure Orange Road

di Izumi Matsumoto

Orange Road J-Pop,2012,10 volumi
Parlo poco di fumetti da queste parti, in parte perché in questo periodo della mia vita ne sto leggendo pochi e in parte perché non ho mai preso l’abitudine di commentarli, ma oggi voglio fare un’eccezione. E, si badi, sarà un articolo ad alto tasso di nostalgia.

Quest’estate ho riletto Kimagure Orange Road di Izumi Matsumoto. Ho perso il conto di quante volte ho letto l’edizione Star Comics. L’ultima sarà stata una decina di anni fa, e avevo pensato che probabilmente sarebbe stata l’ultimissima. Il recupero dell’edizione J-Pop del 2012 con nuova traduzione e adattamento mi ha dato lo stimolo all’ennesima rilettura.

La prima volta che ho letto Orange Road, prima metà anni ‘90, stavo finendo il liceo, ed erano passati meno di dieci anni dall’uscita originale del manga in Giappone. Eppure, nello sbrilluccichio dei primi anni ‘90 e dei manga più cool del momento, sembrava già qualcosa di un altro tempo: una storia tutto sommato abbastanza ingenua, con un carattere episodico, l’abbigliamento dei personaggi che grida “anni ‘80”, disegni non troppo particolareggiati e, all’inizio, anche bruttini (poi Matsumoto migliora, o gli danno assistenti bravi - Hagiwara su tutti!). Più di trent’anni dopo, la sensazione non cambia, ma se l’invecchiamento immediato c’è stato, col tempo quei difetti sembrano sempre più veniali e a quarant’anni dalla prima edizione il manga non sembra così vetusto.
Certo, ci sono diversi episodi simili (quanti doppi appuntamenti? quante scene con Kyosuke e Madoka che stanno per combinare qualcosa e vengono interrotti? gag coi poteri?), ci sono alcuni personaggi secondari introdotti e poi dimenticati, altri sono pure macchiette, Madoka è una superwoman che qualunque cosa faccia la fa benissimo, i disegni devono aspettare gli ultimi volumi per essere definiti davvero “spettacolari” e, non ultimo, il “triangolo” e l’indecisione di Kyosuke non sono mai in realtà tali, sappiamo fin dall’inizio chi ama davvero.

Sì, ma questi sono peccatucci. La serie è frizzante e divertentissima, le situazioni sono sorprendentemente varie, date le premesse, i comprimari sono azzeccati e memorabili. Ma la cosa che più mi colpisce a ogni rilettura è la sensazione del tempo che passa: in una serie episodica è comune lasciare il tempo sospeso in modo da poterla continuare ad libitum. Orange Road inizia coi personaggi più grandi in terza media e si conclude con la fine delle superiori, scandendo stagioni e anni che passano e accompagnandoli in una progressiva maturazione. Questo implica che c’è una sorta di countdown verso l’esplosione del potentissimo finale che a un certo punto è inevitabile, e che non manca mai di commuovermi fino alle lacrime, soprattutto nella scena in cui Manami abbraccia Hikaru, che è il vero momento di svolta.

Siamo nel 2026. Izumi Matsumoto non è mai riuscito a ripetersi ed è purtroppo morto troppo giovane, come molti mangaka. Anche Garion, traduttore della nuova edizione e massimo esperto italiano di Orange Road, con cui ho avuto molte discussioni a proposito, ci ha lasciato troppo presto. Io oggi ho quasi quarant’anni più dei protagonisti e dovrei avere un certo distacco per le vicissitudini di liceali. Eppure, continuo a essere legato a Orange Road, come lo sono stato in passato in diverse fasi della mia vita. Sospetto che lo sarà ancora in futuro.

Due parole sull’edizione J-Pop: finalmente non ribaltata, senza i terribili cartelli ridisegnati dell’edizione Star e il suo pessimo lettering, con la nuova ottima traduzione di Garion (ma anche quella vecchia non era male, tutto sommato). Manca, rispetto all’edizione Star, uno dei due episodi con Matsumoto stesso protagonista, ma c’è in più un episodio bonus particolarmente sexy ambientato ai bagni pubblici, posteriore alla pubblicazione originale. Dispiace però che tutte le copertine siano dedicate a Madoka, mancando l’essenza del manga.

Postato il 23/08/2026


Il Padrino (The Godfather,1972)

di Francis Ford Coppola

Il Padrino (The Godfather,1972) Poster

An offer you can’t refuse.

Il riassunto Spanning the years 1945 to 1955, a chronicle of the fictional Italian-American Corleone crime family. When organized crime family patriarch, Vito Corleone barely survives an attempt on his life, his youngest son, Michael steps in to take care of the would-be killers, launching a campaign of bloody revenge. Imdb

Il commento Era un po’ di anni che non rivedevo Il Padrino, e ogni volta è una riscoperta. La perfezione della sceneggiatura nel matrimonio iniziale, che introduce un intero mondo in venti minuti; il sollucchero per l’economia dei gesti di Marlon Brando, che comunica tutto con piccoli movimenti ed espressioni; la discesa negli inferi di Michael così graduale e inevitabile. E poi gli intrighi, i non detti, l’orrore di una società che si crede rispettabile perché ha i suoi codici. Capolavorone.

Postato il 17/11/2025


Manhattan

di Woody Allen (Manhattan, 1979)

Manhattan Poster

Woody Allen’s New Comedy Hit

Il riassunto Manhattan explores how the life of a middle-aged television writer dating a teenage girl is further complicated when he falls in love with his best friend’s mistress. Imdb

Il commento Visto in occasione della dipartita di Diane Keaton, Manhattan non cessa di essere un capolavoro a oltre 45 anni dalla sua uscita. La fotografia, i dialoghi, la città da favola protagonista insieme ai personaggi, Tracy. Quest’ultima è il personaggio chiave del film, e anche se al palato moderno la relazione di Isaac con lei è disturbante, è affascinante la saggezza e la sensibilità di questa ragazza trattata come una bambina.

Postato il 14/10/2025


The Elder Scrolls V: Skyrim

(Switch)

The Elder Scrolls V: Skyrim Poster Terzo giro a Skyrim, questa volta da mago e da vampiro. Deludente l’accademia dei bardi, non mi è piaciuto giocare da vampiro ma è stata carina la storyline. Chissà se lo riprenderò mai, ormai ho fatto quasi tutto, in un giro o nell’altro, a parte il crafting che non mi interessa. Però che spasso, ragazzi!

Postato il 02/06/2025


La storia fantastica

di Rob Reiner (The Princess Bride, 1987)

La storia fantastica Poster

It’s as real as the feelings you feel.

Il riassunto In this enchantingly cracked fairy tale, the beautiful Princess Buttercup and the dashing Westley must overcome staggering odds to find happiness amid six-fingered swordsmen, murderous princes, Sicilians and rodents of unusual size. But even death can’t stop these true lovebirds from triumphing. Imdb

Il commento Sembra facile fare un film che è una fiaba ben realizzata, ironica e leggera al punto giusto, con avventure, personaggi memorabili, grandi amori e grandi imprese, ma evidentemente non lo è, tanto che questo film del 1987 è ancora un gioiello insuperato. Una visione piacevolissima.

Postato il 13/04/2025


Grosso guaio a Chinatown

di John Carpenter (Big Trouble in Little China, 1986)

Grosso guaio a Chinatown Poster

Jack Burton’s in for some serious trouble and you’re in for some serious fun.

Il riassunto Truck driver Jack Burton gets embroiled in a supernatural battle when his best friend Wang Chi’s green-eyed fiancée is kidnapped by henchmen of the sorcerer Lo Pan, who must marry a girl with green eyes in order to return to the human realm. Imdb

Il commento Piccolo grande capolavoro di Carpenter, “Grosso guaio a Chinatown” non perde un filo del suo smalto dopo quarant’anni: il suo eroe cazzone e inutile, l’assurdità giocosa del tutto, la splendida direzione di Carpenter. Persino una cosa fuori moda come “la Cina misteriosa” funziona ancora benissimo. Non stanca mai.

Postato il 02/02/2025


Mulholland Drive

di David Lynch (Mulholland Drive, 2001)

Mulholland Drive Poster

A love story in the city of dreams.

Il riassunto Blonde Betty Elms has only just arrived in Hollywood to become a movie star when she meets an enigmatic brunette with amnesia. Meanwhile, as the two set off to solve the second woman’s identity, filmmaker Adam Kesher runs into ominous trouble while casting his latest project. Imdb

Il commento Rivisto dopo tanti anni, Mulholland Drive mi è parso più lineare e chiaro di quanto ricordassi, e un fottuto capolavoro come lo ricordavo. È meravigioso immergersi in questa Los Angeles onirica con sfumature horror, giocare a riconoscere le trasfigurazioni e le metafore, ma senza che sia così importante. È solo bellissimo.

Postato il 28/01/2025


Escape from New York

di John Carpenter (Escape from New York, 1981)

Escape from New York Poster

1997. New York City is a walled, maximum security prison. Breaking out is impossible. Breaking in is insane.

Il riassunto In a world ravaged by crime, the entire island of Manhattan has been converted into a walled prison where brutal prisoners roam free. After the US president crash-lands inside, war hero Snake Plissken has 24 hours to bring him back. Imdb

Il commento Il capolavorone iconico di Carpenter non perde il suo smalto. Adoro come tutto sia low-fi, quasi punk: le strade, i mezzi, la tecnologia, persino l’informatica. Non perde un filo del suo smalto oltre 40 anni dopo.

Postato il 18/12/2024


Parla con lei

di Pedro Almodóvar (Hable con ella, 2002)

Parla con lei Poster

Il riassunto Two men share an odd friendship while they care for two women who are both in deep comas. Imdb

Il commento Uno dei massimi lavori di Almodovar, lo trovo un film pressoché perfetto (se dovessi togliere qualcosa, sarebbe l’esibizione di Caetano Veloso). A me parla di comunicazione fallita nelle relazioni, ma credo sia uno di quei film in cui ognuno trova quel che vuole, oppure semplicemente un melodramma straordinario. Capolavorone.

Postato il 05/11/2024


Tutto su mia madre

di Pedro Almodóvar (Todo sobre mi madre, 1999)

Tutto su mia madre Poster

Part of every woman is a mother/actress/saint/sinner. And part of every man is a woman.

Il riassunto Following the tragic death of her teenage son, Manuela travels from Madrid to Barcelona in an attempt to contact the long-estranged father the boy never knew. She reunites with an old friend, an outspoken transgender sex worker, and befriends a troubled actress and a pregnant, HIV-positive nun. Imdb

Il commento Rivedendo Tutto su mia madre, nelle primissime scene pensavo “ma com’è freddo, questo film. Non me lo ricordavo così formalmente impeccabile, ma così gelido”. Quanto mi sbagliavo! Dopo l’introduzione a Madrid e il cambio di scena a Barcellona, Almodovar sfodera le sue migliori armi melodrammatiche (in senso positivo), e il film avvolge lo spettatore in un turbinio di emozioni, di sofferenza, di legami. Ho pianto un sacco! Cecilia Roth è incredibile, ma la piccola parte di una deliziosa, giovanissima Penelope Cruz arricchisce molto il film. Come in altre opere del regista, ci sono altre messe in scena (film, teatro, addirittura film su commissione), ma trovo che sia più un omaggio al suo mondo che una centralità del film. Capolavoro.

Postato il 17/09/2024