Per la mia quota annuale di retrogaming, quest’anno c’è stato Lufia 2, scelto tra i diecimila JRPG per SNES perché a) ha una struttura di dungeon a puzzle, in stile quasi zeldoso b) ha gli incontri coi mostri a schermo, non casuali, e non ho più pazienza per gli incontri casuali ogni tre passi in stile JRPG classico. Queste due caratteristiche Lufia le rispetta, e sono i suoi meriti maggiori. Per il resto, la trama è proprio deboluccia, e solo in un paio di occasioni ha qualche guizzo, ma comunque niente di che; i combattimenti non sono particolarmente variegati e interessanti, ed è raro che sia necessario inventarsi qualche strategia particolare. Quasi tutti i boss poi sono abbastanza facili, e in una sola occasione, verso l’inizio, ho dovuto grindare un minimo per affrontarlo. Ne viene fuori un gioco originale per l’aspetto degli enigmi, ma per il resto troppo piatto rispetto alla media del genere per essere davvero memorabile.
Cos’è: Un’avventura a metà tra i vecchi Zelda 2D (per la visualizzazione) e i metroidvania (per le meccaniche). La cosa più curiosa è che parte dell’avventura è trovare il manuale del gioco stesso, scritto in una lingua incomprensibile ma che fornisce vari indizi.
Cos’è Un curioso mix tra un gioco di macchine, con una vetusta visuale dall’alto e un’avventura con scelte a bivi, ambientata sulla via Aurelia.
Cos’è Un Tomb Raider ambientato negli anni giovanili di Lara in un’isola sperduta nel mar del Giappone con vari riferimenti a cultura giapponese e un sacco di mercenari cattivi. Si spara un sacco, non si pensa un granché.