Marsilio,2019,480 pagine
Nicolas Mathieu ci offre una Francia poco nota, quella della provincia, delle zone deindustrializzate del nord con grandi sacche di povertà, disagio e disoccupazione. Ambientato negli anni ‘90, quando la riconversione delle zone era ancora in atto, è un romanzo corale che offre particolare attenzione a tre adolescenti: Anthony, un teppistello, Steph, una ragazza di buona famiglia, e Hacine, figlio di un immigrato marocchino, in una storia che si svolge lungo quattro estati, distanziate di due anni. Estati sempre afose, sudate e opprimenti. Attorno a loro girano una miriade di personaggi, probabilmente troppi: il difetto principale che ho trovato nel libro è una certa superficialità nel tratteggiare le figure minori.
Per il resto, il romanzo non è del tutto imprevedibile: i teppisti quattordicenni che rubano le moto e fanno da piccoli spacciatori in qualche modo troveranno la loro strada, pur mantenendo la loro identità dura, ma l’arco narrativo dei protagonisti è complessivamente ben sviluppato e l’autore riesce a rendere molto bene quel sentimento di smarrimento, ribellione e paura dell’adolescenza. Probabilmente, insieme all’atmosfera generale, è questo il maggior merito del libro.
La Vita Felice,2025,250 pagine
EINAUDI,280 pagine
Garzanti Libri,1961,277 pagine
Adelphi,1989,66 pagine
Bompiani,1935,223 pagine