Un blog fuori tempo massimo

Dracula

di Bram Stoker

Dracula eBook,1897,488 pagine
Leggere Dracula nel 2026 significa non tanto scoprire la trama o verificare quanto è stato aggiunto in seguito, ma soprattutto recuperare quanto è stato perso nelle varie trasposizioni cinematografiche. Quello che si nota immediatamente è la struttura da romanzo epistolare/diario, che ovviamente in fase di sceneggiatura viene rimossa. Avevo letto che questo è quello che rende il romanzo di Stoker più invecchiato e faticoso, ma dissento. La pluralità di punti di vista che si insersecano dona vivacità alla narrazione, ed è anche una discreta prova di bravura per lo scrittore. È tuttavia innegabile che questo meccanismo si inceppi nelle scene d’azione, che raccontate a posteriori perdono di vigore e, soprattutto, di plausibilità. Un altro elemento visto poco è l’apparente contrapposizione tra il mondo della scienza e quello della fede/magia: Dracula viene sconfitto tramite l’ingegno umano e la tecnologia, quest’ultima usata soprattutto in modo indiretto (la stenografia e i magnetofoni per redigere i diari, che saranno preziosi per scoprire i piani del vampiro; i mezzi di trasporto per batterlo sul tempo). E però la scienza arriva fino a un certo punto, per sconfiggere il vampiro alla fine serve la fede e attingere alla superstizione come fonte di conoscenza. Trovo che quest’ammissione di limitatezza della scienza, o meglio, la consapevolezza che c’è ancora moltissimo da scoprire, sia molto interessante.
Il lavoro sui personaggi di Stoker è invece più limitato. Sono molto piatti e sostanzialmente sovrapponibili a parte per il loro mestiere, e le donne sono presentate come deboli, piagnone e bisognose di protezione; quando poi, nel caso di Mina, prendono l’iniziativa e diventano parte dell’azione, vengono descritte in termini maschili (“È intelligente come un uomo” - sic). L’autore è un inglese tardovittoriano, non è che si può pretendere molto di più. E, a questo proposito, a tratti la scrittura esagera nella svenevolezza e nel barocchismo delle descrizioni, e a volte la lettura diventa faticosa, soprattutto verso metà del libro quando la trama rallenta molto. Non ci si faccia comunque frenare da questo, ho trovato nel complesso Dracula un romanzo moderno e leggibilissimo, e in alcune parti più horror strappa persino qualche brividino.
Due note per concludere: Stoker è un fan della corruzione. Ho perso il conto delle volte in cui si compiace di come qualche moneta nelle mani giuste possa aprire le porte giuste. Secondo, avevo letto da qualche parte da qualche furbacchione che in tutto il romanzo non si usa mai la parola “vampiro”. Non solo si usa spesso, ma si trova anche “wampyr” e addirittura “nosferatu”. Stoker aveva fatto le sue ricerche.

Postato il 05/06/2026


L'isola pianeta e altri settentrioni

di Giorgio Manganelli

L'isola pianeta e altri settentrioni Adelphi,2006,321 pagine
La cosa più affascinante di questa raccolta di brevi reportage di viaggio in Nord Europa è il fatto che siano stati svolti tra il 1971 e il 1989, e quindi si possa gustare una visione di quelle regioni profondamente diversa dai nostri tempi, diciamo dai voli low-cost in poi fino all’overtourism dell’Islanda. Quest’ultima, che dà il titolo alla raccolta, è sicuramente la regione che ha più affascinato l’autore, che non nasconde la sua meraviglia per questa terra remota, solitaria, magica, severa e inaccessibile. Alcuni di questi aggettivi valgono ancora oggi: non tutti. E ci sono molti altri segni dei decenni passati: la Finlandia che era non ostile, quasi in simbiosi, con l’Unione Sovietica; la Norvegia ancora nazione più di pescatori che di ricchi di petrolio; le Faer Øer dove si pescavano le balene e in cui era vietato l’alcool ai turisti; la Germania che non era ancora completamente ricostruita dopo la guerra e che era ancora divisa. Ma soprattutto mi ha colpito il fatto che, ogni volta che si parla di Copenhagen, Manganelli si riferisca come a una città permissiva, godereccia, in qualche modo corrotta. Alla sua prima visita, tappa verso l’Islanda, la detesta, alla seconda la scopre meglio e la apprezza, ma il giudizio morale rimane. Ho poi scoperto il perché: la Danimarca è stata il primo paese a depenalizzare la pornografia, e Copenhagen negli anni ‘70 aveva quest’aura di “città del peccato” che oggi, in parte, diamo ad Amsterdam.
Al di là del distacco temporale, Manganelli scrive molto bene, e i suoi raccontini di viaggio sono spesso incisivi. A tratti fa proprio il turista e indugia un po’ troppo sulle architetture, altre volte crea ponti tra le opere degli scrittori vissuti in una città e le città stesse, non sempre a proposito. Il meglio lo dà quando indaga l’anima dei luoghi che visita attraverso le persone e l’atmosfera generale che si respira. E questa, secondo me, è la vera essenza dei viaggi.

Postato il 26/05/2026


Amarga Navidad

di Pedro Almodóvar (2026)

Amarga Navidad Poster

You’re confusing fiction with reality.

Il riassunto Dopo la morte della madre, avvenuta a dicembre, la regista pubblicitaria Elsa si immerge nel lavoro per superare la crisi. Quando un attacco di panico la costringe a prendersi una pausa, decide di andare a Lanzarote con la sua amica Patricia. La storia di queste donne scorre parallela a quella di uno sceneggiatore e di un regista, esplorando come la vita e la finzione siano indissolubilmente legate, a volte in modo doloroso. Imdb

Il commento L’aggettivo più calzante per questo film è sicuramente “coraggioso”. Armaga Navidad, per quasi tutto il film, è un mediocre film di Almodovar. Ci sono tutti i suoi stilemi e pallini: la rappresentazione del cinema e della pubblicità, più piani narrativi e temporali, la solidarietà femminile, una splendida Madrid sullo sfondo, il melodramma, una grande cura per gli ambienti, le canzoni che hanno anche un valore narrativo, alcune riprese così belle da mozzare il fiato. Però tutto al servizio di una storia che ha un sacco di difetti e semplicemente non sta in piedi…finché, a venti minuti dalla fine, ci si rende conto che il regista ne è perfettamente conscio, e ha rifilato un film mediocre per raccontare qualcosa su se stesso e la sua arte. La cosa è senza dubbio affascinante e meritevole di plauso. Rimangono però cento minuti di film che sembrano quasi una cattiva imitazione di Almodovar.

Postato il 22/05/2026


That '70s Show - stagione 5

di Mark Brazill, Bonnie Turner, Terry Turner (1998)

That '70s Show Poster

Be groovy… be very groovy!

La serie Accendete l'8 tracce e tornate indietro nel tempo, quando le scarpe con la zeppa e le conchiglie puka erano di gran moda, in questa esilarante retro-sitcom. Per Eric, Kelso, Jackie, Hyde, Donna e Fez, un gruppo di adolescenti liceali che trascorrono la maggior parte del tempo nello scantinato di Eric, la vita negli anni ‘70 non è sempre così bella. Ma tra il tentativo di capire il senso della vita, l’evitare i genitori e l’avere a che fare con ormoni fuori controllo, hanno imparato una cosa per certo: se la caveranno sempre con un piccolo aiuto da parte dei loro amici. Imdb

Il commento La famosa stagione in cui il titolo di ogni episodio è una canzone dei Led Zeppelin, trovo che pur rimescolando un po’ gli amorazzi del gruppo la serie non perda ancora smalto. Me la sono ancora assai goduta.

Postato il 22/05/2026


For All Mankind - stagione 4

di Matt Wolpert, Ronald D. Moore, Ben Nedivi (2019)

For All Mankind Poster

The fight for freedom lies beyond the stars.

La serie Esplora un mondo aspirazionale in cui la NASA e il programma spaziale sono rimasti una priorità e un punto focale delle nostre speranze e dei nostri sogni, raccontati attraverso le vite degli astronauti, degli ingegneri e delle loro famiglie. Imdb

In questa stagione Negli otto anni trascorsi dalla terza stagione, Happy Valley ha rapidamente ampliato la sua presenza su Marte trasformando gli ex nemici in partner. Nel 2003, il programma spaziale si è concentrato sulla cattura e l’estrazione di asteroidi estremamente preziosi e ricchi di minerali che potrebbero cambiare il futuro della Terra e di Marte. Ma le tensioni tra i residenti dell’ormai estesa base internazionale minacciano di annullare tutto ciò per cui si sta lavorando.

Il commento Ormai molto più fantascienza che ucronia, trovo che il fascino di For All Manking rimanga nei suoi personaggi che si trascinano dalla prima stagione e che sono (quelli che sono sopravvissuti, almeno!) invecchiati fisicamente e moralmente. Si trascina di meno nelle storie secondarie, ma la principale è meno incisiva.

Postato il 21/05/2026


The Adventures of Priscilla, Queen of the Desert

di Stephan Elliott (1994)

The Adventures of Priscilla, Queen of the Desert Poster

Finally, a comedy that will change the way you think, the way you feel, and most importantly… the way you dress.

Il riassunto Due drag performer e una donna transgender attraversano il deserto per esibirsi nel loro stile unico di cabaret. Imdb

Il commento Ho un debole per i titoli con “Le avventure di…”, e in questo caso è ulteriormente straniante perché Priscilla è un autobus, protagonista silente del viaggio on the road di un trio che fa spettacoli drag…nel deserto australiano! La cosa migliore del film, oltre i piacevolissimi numeri musicali, è appunto il contrasto tra i coloratissimi e sfacciati personaggi e il deserto, gli squallidi villaggi e i suoi abitanti, per lo più truci minatori che hanno ben poco da condividere con i protagonisti. Ci sono eccezioni a questa regola e un finale che parla di inclusione in un modo diverso dal resto del film, ma per il resto lo svolgimento è abbastanza lineare e non proprio imprevedibili, ma rimane un film piacevole, e anche attuale.

Postato il 21/05/2026


L'isola degli idealisti

di Giorgio Scerbanenco

L'isola degli idealisti La nave di Teseo,1942,218 pagine
Uno dei libri “perduti e ritrovati” di Scerbanenco, precedenti ai suoi più famosi noir, è un romanzo strano, di un genere indefinibile. Ambientato in un’idilliaca isoletta in un lago, abitata da una famiglia più che benestante, racconta di come la tranquillità sia rotta da una coppia di ladri in fuga, accolta dagli abitanti in modo decisamente particolare: cercare di rieducarli e farli diventare onesti. Scerbanenco non si ferma a questo esperimento sociologico sui generis, ma la trama ha diverse svolte piuttosto inaspettate. Il tema a cui gira intorno è sempre quello del bene e del male e di come siano innati o meno. Non dà una risposta chiara, tanto più che al finale in una certa direzione segue un epilogo piuttosto amaro che lo contraddice. A parte questi discorsi, comunque notevoli, Scerbanenco crea un cast di personaggi davvero entusiasmante, perfettamente caratterizzati e con un arco narrativo interessante e credibile. Nell’edizione che ho letto, in appendice c’è un soggetto per un romanzo mai scritto (peccato!), un racconto natalizio con diavoli e angeli (!) e alcune superflue note di Elisabetta Sgarbi sul film tratto dal romanzo che lei ha diretto. Eh già.

Postato il 19/05/2026


A Few Good Men

di Rob Reiner (1992)

A Few Good Men Poster

In the heart of the nation’s capital, in a courthouse of the U.S. government, one man will stop at nothing to keep his honor, and one will stop at nothing to find the truth.

Il riassunto Quando il presuntuoso avvocato militare tenente Daniel Kaffee e il suo co-avvocato, tenente comandante JoAnne Galloway, vengono assegnati a un caso di omicidio, scoprono un rituale di nonnismo che potrebbe coinvolgere ufficiali di alto rango come il losco colonnello Nathan Jessep. Imdb

Il commento Curioso che mi fosse sfuggito questo legal thriller scritto da un giovane Aaron Sorkin e diretto da Rob Reiner, una coppia piuttosto curiosa. Si tratta di un thriller piuttosto teso, scritto benissimo e ben girato, anche se in qualche modo si sente la mancanza della leggerezza tipica di Reiner. Sorkin, come sempre, va pazzo per la gente che si ammazza di lavoro per ottenere risultati importanti, ma sappiamo che è una sua piccola fissazione e gliela perdoniamo. Mi disturba un po’ di più, personalmente, la rappresentazione dell’esercito degli Stati Uniti come un luogo d’onore con gli anticorpi per espellere le mele marce, e il sottile piacere nel mostrare divise, rituali, gerarchie, che mi paiono sempre cose vuote. Tom Cruise fa il giovane monello di talento come faceva sempre da giovane, e Jack Nicholson fa il demonio, come ha sempre fatto. La migliore tra i protagonisti è senza dubbio Demi Moore.

Postato il 13/05/2026


The Exit 8 (2023)

di KOTAKE CREATE (Switch 2)

The Exit 8 (2023) Poster

Cos’è Un walking simulator tendente all’horror, ambientato in un passaggio della metropolitana in cui lo scenario si ripete con piccole differenze.

Com’è Un po’ frustrante a tratti, e mi sarei aspettato complessivamente più varianti, ma la sensazione di horror claustrofobico e sottilmente inquietante funziona molto bene. Lo si gioca in poco tempo, lascia un buon ricordo.

Postato il 13/05/2026


Pecore sotto copertura (The Sheep Detectives)

di Kyle Balda (2026)

Pecore sotto copertura (The Sheep Detectives) Poster

A new breed of mystery.

Il riassunto George Hardy è un pastore che ogni sera legge romanzi polizieschi alle sue amate pecore, pensando che non possano capire. Ma quando un misterioso incidente sconvolge la vita della fattoria, le pecore capiscono che devono diventare loro le detective. Seguendo gli indizi e indagando sui sospetti umani, dimostrano che anche le pecore possono essere brillanti risolutori di crimini. Imdb

Il commento Un curioso mix di film di animali parlanti con un “cozy crime” ambientato, come da manuale, nella campagna inglese.Il film non ha premesse esaltanti, ma fa le sue cose per bene: è scritto discretamente, il giallo ha qualche colpo di scena (non ci ero arrivato!), c’è qualche morale, un po’ spiattellata ma c’è e anche un minimo di dramma. Alla fine il filme riesce a costruire uno spettacolo in cui i bambini si divertono ma anche gli adulti che li hanno accompagnati ne escono intrattenuti, e in qualche modo sorpresi.

Postato il 11/05/2026