Un blog fuori tempo massimo

E i figli dopo di loro

di Nicholas Mathieu

E i figli dopo di loro Marsilio,2019,480 pagine
Nicolas Mathieu ci offre una Francia poco nota, quella della provincia, delle zone deindustrializzate del nord con grandi sacche di povertà, disagio e disoccupazione. Ambientato negli anni ‘90, quando la riconversione delle zone era ancora in atto, è un romanzo corale che offre particolare attenzione a tre adolescenti: Anthony, un teppistello, Steph, una ragazza di buona famiglia, e Hacine, figlio di un immigrato marocchino, in una storia che si svolge lungo quattro estati, distanziate di due anni. Estati sempre afose, sudate e opprimenti. Attorno a loro girano una miriade di personaggi, probabilmente troppi: il difetto principale che ho trovato nel libro è una certa superficialità nel tratteggiare le figure minori.
Per il resto, il romanzo non è del tutto imprevedibile: i teppisti quattordicenni che rubano le moto e fanno da piccoli spacciatori in qualche modo troveranno la loro strada, pur mantenendo la loro identità dura, ma l’arco narrativo dei protagonisti è complessivamente ben sviluppato e l’autore riesce a rendere molto bene quel sentimento di smarrimento, ribellione e paura dell’adolescenza. Probabilmente, insieme all’atmosfera generale, è questo il maggior merito del libro.

Postato il 22/02/2026


The Mandalorian - stagione 1

di Jon Favreau (The Mandalorian, 2019)

The Mandalorian - stagione 1 Poster

Bounty hunting is a complicated profession.

Il riassunto After the fall of the Galactic Empire, lawlessness has spread throughout the galaxy. A lone gunfighter makes his way through the outer reaches, earning his keep as a bounty hunter. Imdb

Il commento Questa celebratissima serie di Star Wars, almeno nella prima stagione, gioca tantissimo sulle citazioni e le contaminazioni. È sostanzialmente una serie western che trasferisce molti dei topos dei film di pistoleri nello spazio, senza davvero fare molto di più e, un po’ come i western da Leone in poi, attinge anche molto all’immaginario dei samurai, soprattutto con “Lone wolf and cub”. Questa prima stagione è fatta sostanzialmente di episodi autoconclusivi, e l’arco narrativo, che pur c’è, è debole e sembra delegare tutto alle stagioni successive: qua ci si limita a introdurre un mondo, e lo fa piuttosto bene.

Postato il 22/02/2026


Drive My Car (ドライブ・マイ・カー,2021)

di Ryusuke Hamaguchi

Drive My Car (ドライブ・マイ・カー,2021) Poster

Go on living.

Il riassunto Yusuke Kafuku, a stage actor and director, still unable, after two years, to cope with the loss of his beloved wife, accepts to direct Uncle Vanya at a theater festival in Hiroshima. There he meets Misaki, an introverted young woman, appointed to drive his car. In between rides, secrets from the past and heartfelt confessions will be unveiled. Imdb

Il commento Film estremamente ambizioso e complesso, che spaventa con i suoi 179’ di durata e la promessa di prendersela con molta calma. Promessa mantenuta, i titoli di testa arrivano dopo 40’: il film, pur essendo rarefatto, non indugia mai né si autocompiace, ma risulta avvolgente, tiepido, con una misura adatta al tema. E il tema è principalmente la comunicazione, il dirsi e non dirsi le cose, riuscire ad aprirsi agli altri ma anche venire a patti con se stessi. Sostanzialmente è un film sulla terapia, e il ruolo della coprotagonista, la ragazza che guida l’auto del titolo, è sotto sotto quello di una terapeuta inconsapevole. I giapponesi sono noti per essere un popolo che con la comunicazione ha grosse difficoltà, ma sicuramente chiunque troverà di che riflettere. Segnalo che la trama gira intorno a una rappresentazione speciale di Zio Vanja, l’opera teatrale di Checov, che io non conosco affatto. Potrei essermi perso qualcosa in virtù di questa mancanza.

Postato il 20/02/2026


Ascolti al buio - Disintegration di The Cure

Teatro Strada Nuova di Genova

Disintegration Il Teatro Strada Nuova di Genova da qualche tempo ha introdotto una tipologia di evento interessante: l’ascolto al buio. Si entra a teatro, si riceve una mascherina per gli occhi (e, per qualche ragione, un cioccolatino!), si spengono le luci, arriva un signore che mette su un vinile su un impianto stereo e si ascolta.
Come si può immaginare, l’esperienza è affascinante. L’ascolto è assolutamente immersivo e, anche se la mente inevitabilmente dopo un po’ tende a divagare, la musica è protagonista di quell’ora, forse anche più che ai concerti, in cui l’aspetto visuale è parimenti rilevante. E l’esperienza è oltremodo totale.
Qui però finisce la parte positiva, perché qualche magagna c’è. Innanzitutto, l’impianto audio: quello in dotazione al teatro non è adeguato. Al volume in cui il disco è stato suonato gracchiava un po’, e, al buio, la cosa si nota eccome. Inoltre, l’album è composto da due vinili, quindi è necessario un intervento tre volte per girare il disco o cambiarlo, e hanno pensavo bene di riempire quei momenti con alcune poesie decisamente cringe e fuori contesto.
Infine, ma questo è gusto mio, non sono un fan di questo disco, che ritengo abbia quei 3-4 pezzi di troppo, e che verso la fine mi annoia non poco.

Ci tornerò? Penso di sì, ma solo se il disco da sentire è maggiormente nei miei gusti. E sperando che aggiustino quelle sbavature.

Postato il 16/02/2026


Sotterranei e Dragoni

Podcast di Alessandro Renzo e Matteo Manoni

Sotterranei e Dragoni Non sarà difficile capire che Sotterranei e Dragoni parla di Dungeons & Dragons (ma anche, come si dice nell’intro ricorrente, “di gioco di ruolo in generale, diciamocelo”). Si tratta di un gioco ultimamente piuttosto di moda (per colpa, o per merito, di Stranger Things soprattutto) e sono fioriti diversi prodotti audiovideo relativi: registrazioni di partite, news, disquisizioni sulle regole, polemiche varie. SeD non è l’ultimo arrivato, è appena conclusa la sesta stagione, ed è un podcast che si distingue per la sua struttura: affianca a considerazioni sulle regole, e più in generale sul gioco di ruolo, una narrazione di un’avventura di un gruppo di eroi. Non una partita, ma un racconto con le radici nel mondo di D&D: un party di personaggi con le loro personalità, le loro capacità, le loro debolezze, che affronta minacce più o meno cosmiche. Ci sono personaggi ricorrenti, momenti comici e tragici, battaglie contro mostri, colpi di scena, gente che se la scampa per un pelo e gente che ci lascia le penne. A volte, devo dirlo, la narrazione è un po’ troppo infiocchettata e nell’ascolto si rischia di perdere il filo, ma complessivamente scrittura, recitazione e produzione sono ottime, e la storia è appassionante. Ho sicuramente letto parecchi romanzetti fantasy assai più scontati e mal scritti di Sotterranei e Dragoni.
La serie ha visto un’evoluzione durante le stagioni: la prima, ve lo dico francamente, la potete saltare, o al massimo recuperare dopo; manca una storia coerente, a livello produttivo è debole, si va ancora a tentoni a trovare la propria identità. La seconda è molto migliore, ha una storia finalmente strutturata ma è ancora troppo legata al regolamento di D&D. Ciononostante, secondo me potete partire da qui con gioia. Dalla terza in poi le cose si stabilizzano: discorsi più generici sui GdR che su D&D specifico, storie sempre più elaborate e con personaggi che tornano, ospitate varie, e poi Fiamma Nera in pianta stabile. Quando arriverete a Fiamma Nera, saprete perché l’ho citato in modo esplicito.
Se lo ascolterete troverete le vostre stagioni preferite (le mia sono la quarta e la sesta, ho trovato debole la quinta - quella sui draghi, tralaltro!), i vostri personaggi prediletti (team Aurin!) e quelli che non sopportate (uuuh, quel perfettino di Serus come lo detesto!) e magari penserete anche di investire in un Patreon e poter scegliere un mostro da far comparire nella storia. Il mio è stato il catoblepa, e penso che gli autori Matteo e Alessandro mi abbiano detestato per i salti mortali che hanno dovuto fare per inserirlo nella narrazione.
Se avete letto fino a qui e non avete capito niente, Sotterranei e Dragoni non fa per voi. Non vi avvicinerete al mondo del gioco di ruolo fantasy tramite questo podcast. Altrimenti, fossi in voi un pensierino ce lo farei.

Postato il 15/02/2026


The Ward

di John Carpenter (2010)

The Ward (2010) Poster

Only Sanity Can Keep You Alive!

Il riassunto Kristen, a troubled young woman, is captured by the police after burning down a farmhouse and is locked in the North Bend Psychiatric Hospital. Soon, she begins to suspect that the place has a dark secret at its core and she’s determined to find out what it is. Imdb

Il commento Quello che probabilmente sarà l’ultimo film di quel geniaccio di John Carpenter non è sicuramente il più memorabile e riuscito, anche se per buona parte del film pensavo peggio. Il film gioca con il topos horror dell’ospedale psichiatrico infestato dai fantasmi, e per gran parte del film sembra un brutto pasticciaccio, che mescola male il genere “Nido del cuculo” con una ghost story, e con molte situazioni e personaggi improbabili. Il colpo di scena finale, a dire il vero un po’ Shyalaman-twist, fa rivedere tutto il film alla luce di quello che ora sappiamo e, insomma, proprio un pasticciaccio non è. Rimane il fatto però che per quasi tutto il film ci si ritrova a inveire allo schermo e sbuffare, e poi questo colpo di scena non è che sia questo gran che. Girato bene (Carpenter non ha dimenticato come si fa), a volte però la tensione scema un po’ troppo, forse anche per la sensazione di brutto film che trasmette per quasi tutta la visione.

Postato il 15/02/2026


Vite di Paolo, Ilarione e Malco

di San Girolamo

Vite di Paolo, Ilarione e Malco Adelphi,1975,146 pagine
Il mondo delle agiografie è qualcosa che mi ha sempre incuriosito, quindi quando ho notato questo smilzo libricino scritto da San Girolamo su tre eremiti mi ci sono buttato. Girolamo è del IV secolo e le vite che racconta sono del III: per noi sono pressoché contemporanei, ma un secolo di differenza è mica poco.
Ma facciamo un passo indietro: le tre figure raccontate da Girolamo sono eremiti nel deserto. Nei primi secoli del cristianesimo i deserti nel Medio Oriente si erano riempiti di anacoreti che praticavano le austerità più selvagge. Si nota correttamente nell’introduzione che era un modo per ribellarsi alla società che stava iniziando a inquadrare il cristianesimo, più che una reale ricerca di santità. Girolamo è una figura molto interessante: un uomo coltissimo, amante dei classici, che ha passato metà vita in Medio Oriente, in parte anche a fare l’eremita, e metà nei centri di potere e di cultura in Occidente. Questo traspare dalla sua scrittura: le agiografie, pensate come metodo di divulgazione, hanno avuto grande popolarità e di base raccontano una serie di miracoli compiuti, di vittorie sui demonio, di tentazioni a cui hanno resistito e di mortificazioni della carne. Tuttavia, nonostante l’austerità del tema, ho rilevato una sottilissima ironia qua e là, soprattutto nella parte in cui il povero Ilarione scappa da un posto all’altro del mondo alla ricerca di isolamento per poter pregare in pace, ma si ritrova sempre con un codazzo di gente che pretende miracoli. Ecco, il secolo di distanza forse lo si vede dal fatto che queste figure sono già leggendarie. Non c’è traccia di ricerca storica, solo racconti.
La scrittura è molto piacevole anche per un lettore moderno, si vede che Girolamo era un fine letterato, e la traduzione italiana davvero eccellente. Lo leggete in un paio d’ore, e sono due ore ben spese.

Postato il 12/02/2026


Dramma della gelosia (tutti i particolari in cronaca)

di Ettore Scola (1970)

Dramma della gelosia (tutti i particolari in cronaca) (1970) Poster

The story of a woman who was completely faithful… to two men

Il riassunto Construction worker Oreste and young fiancee Adelaide meet Nello, a cook in a pizzeria. This love triangle often goes to communist rallies, and enjoys the filthy beaches of Ostia. Will the hostile environment pave a way to jealousy? Imdb

Il commento È probabile che Scola e gli altri autori avessero in mente un’allegoria politica per questo triangolo amoroso, forse relativa alle correnti della sinistra; oltre cinquant’anni dopo, tutto questo si è perso. Poco male, perché quello che rimane una tenerissima storia d’amore proletaria in una Roma sporca e ostile come non mai, girata con un occhio attento, scritta benissimo giocando con la sovrapposizione di piani narrativi. Si alternano momenti romantici a quelli drammatici a quelli comici, a volte insieme, come è tipico delle commedie italiane, e l’umorismo passa dalle allusioni sottili alle scene accelerate in stile commedia slapstick. Gli attori sono incredibili, si ride, si piange…che si vuole di più?

Postato il 11/02/2026


Sinners

di Ryan Coogler (2025)

Sinners (2025) Poster

Dance with the devil.

Il riassunto Trying to leave their troubled lives behind, twin brothers return to their hometown to start again, only to discover that an even greater evil is waiting to welcome them back. Imdb

Il commento Ho apprezzato davvero molto questo horror mezzo musicale sul blues. A tratti ricorda “Dal tramonto all’alba”, anche per la forte cesura tra le due parti (quella realistica del giorno e quella fantastica/horror della notte), ma ha una personalità molto forte, una splendida rappresentazione del sud degli USA cent’anni fa, una struttura curiosa con molti finali, l’ultimo dei quali è dannatamente commovente, e una scena di estasi musicale che è qualcosa di davvero memorabile. Gran film.

Postato il 09/02/2026


Turno di notte

di Victoria Hancox

Turno di notte Raven,2023,208 pagine
E ora, qualcosa di completamente diverso. Ho voluto sperimentare un librogioco moderno per capire se e come questo genere si sia evoluto dai tempi di Lupo Solitario (bon è che io sia mai stato un enorme fan, ne avrò letti/risolti una decina, ma non sono completamente digiuno).
Ho scelto un libro horror considerato difficile e senza la parte casuale. La maggior parte dei librigame infatti prevede una componente aleatoria nei combattimenti o in prove di abilità, di solito usando dadi o un loro surrogato. L’autrice dichiara, con gran sincerità, che sa che tutti i giocatori, in primis lei stessa, in questi casi barano, e quindi a che pro? Invece, la difficoltà nel suo libro sta nel fatto che non è risolubile andando a tentativi.
Facciamo un passo indietro: la meccanica primaria dei librigame è la suddivisione in paragrafi numerati. Al termine di ognuno di questi al giocatore sono proposte delle scelte, a volte influenzate da quello il personaggio sa o possiede, che conducono ad altri paragrafi. Per capirci: “Se vuoi andare a destra, leggi 123, se vuoi andare a sinistra, leggi 265, se hai il pomolo di rame, leggi 64”. In questo modo, provando tutte le scelte e tenendo il segno del paragrafo da cui si è partiti prima o poi si imbocca la strada giusta e vittoria! In questo libro la meccanica è scombinata dal fatto che alcuni salti di paragrafo sono vincolati da indovinelli o in base a informazioni o oggetti raccolti. Ad esempio “Se hai la chiave di ottone, vai al paragrafo corrispondente al numero inciso sopra di essa”. Ed ecco che non è più possibile tentare tutte le strade a casaccio. Qualcuno dice che questo lo rende un misto tra un librogioco e una escape room.
Ma non è l’unica grossa difficoltà del libro: le diramazioni dei paragrafi sono strutturati a vicoli ciechi. Capita spesso di arrivare a un punto in cui qualuque cosa tu faccia anche a un livello di profondità di tre o quattro scelte, perdi. Questo è particolarmente frustrante perché in questi casi devi riniziare da capo. Ho imparato a un certo punto a usare un concetto di “savegame” segnandomi ogni tanto qualche paragrafo di snodo e tornando, quando sono bloccato, a quelli, ma a volte bisogna tornare PARECCHIO indietro per scoprire quell’informazione mancante. Insomma, se scendi al piano di sotto e non hai trovato la parola magica del corvo, non c’è modo di tornare al piano di sopra per scoprirla. Per fortuna, c’è una sezione di “hint” che contiene un sacco di risposte e a cui il giocatore disperato può aggrapparsi.
A parte le osservazioni strettamente da game design, il libro è un horror ambientato in un ospedale, uno dei grandi classici della letteratura/cinema horror. Ha grosse influenze dai videogame Silent Hill e Resident Evil e complessivamente l’ho trovato scritto e tradotto abbastanza bene: l’occasionale brividino lo dà e c’è il “gusto” di morire in un sacco di modi fantasiosi. A volte si ha la sensazione che l’autrice ci abbia badilato dentro davvero troppe suggestioni da sottogeneri diversi, e che gli indovinelli siano completamente sballati rispetto al contesto (ma perché un fantasma dovrebbe propormi una sequenza numerica?), però si è così impegnati a inveire che sul momento non ci si fa troppo caso.
Ovviamente questo è uno dei librigame moderni, quindi non è che possa fare un discorso generale, ma mi è rimasta la sensazione che ci siano state delle evoluzioni sia nelle meccaniche che nel tono. Ciononostante, per un po’ va bene così!

Postato il 09/02/2026