Un blog fuori tempo massimo

Coyote vs. Acme

di Dave Green (2026)

Coyote vs. Acme Poster

The movie ACME doesn’t want you to see.

Il riassunto Dopo che i prodotti Acme lo hanno deluso per l’ennesima volta nella sua tenace caccia al Roadrunner, Wile E. Coyote decide di assumere un avvocato pubblicizzato su un cartellone per citare in giudizio la Acme Corporation. Imdb

Il commento Io credo che i corti Warner dell’epoca d’oro siano uno dei grandi tesori dell’umanità. Ogni tanto ci si ricorda della loro esistenza e vengono sfruttati, più o meno bene: in questo caso, decisamente bene, aggrappandosi alla solidarietà che chiunque riversa nei confronti del povero Wile E. Coyote nelle sue vicissitudini con Road Runner. Ne esce un film che cerca lo spirito di Roger Rabbit parlando di convivenza di umani e cartoon (ci riesce in parte, meno che nel capolavoro di Zemeckis), ha le sue parti migliori nelle gag slapstick da cartoon (ben scritte e realizzate quasi tutte) e aggiunge anche una strizzatina d’occhio alle sue vicissitudini produttive, un po’ come faceva Fitzcarraldo. Si ride molto, ci si godono le citazioni e le comparsate, si rimane un po’ perplessi di fronte ai momenti di buonismo, ma è un piccolo difetto.

Postato il 07/09/2026


New Girl - stagione 4

di Elizabeth Meriwether (2011)

New Girl Poster

Boys will be boys. Jess will be Jess.

La serie Jessica Day è una ragazza eccentrica e adorabile sulla trentina che, dopo una brutta rottura, va a vivere con tre ragazzi single. Simpatica, positiva, vulnerabile e onesta fino all’eccesso, Jess ha fiducia nelle persone, anche quando non dovrebbe. Sebbene sia un po’ imbranata e goffa, si sente a proprio agio con se stessa. Più incline alle amicizie con le donne, non è abituata a stare con i ragazzi, specialmente a casa. Imdb

Il commento Continuo a non essere un grande fan di questa comedy, che è divertente e tenera ma in cui si ha sempre l’impressione che i personaggi si comportino a caso e che succedano cose piovute dal cielo. Sembra sempre una serie che procede a tentoni.

Postato il 05/09/2026


Obsession

di Curry Barker (2026)

Obsession Poster

Be careful who you wish for…

Il riassunto Dopo aver spezzato il misterioso Rametto dei Desideri” per conquistare il cuore della ragazza di cui è innamorato, un romantico incallito si ritrova ad ottenere esattamente ciò che aveva chiesto, ma scopre ben presto che alcuni desideri hanno un prezzo oscuro e sinistro. Imdb

Il commento Lo spunto di questo celebrato horror è un classico: un desiderio che, per come viene interpretato dall’entità che lo concede, conduce a un sacco di guai. Ci sono però numerosi elementi interessanti tra cui sopattutto un quartetto di amici le cui relazioni sono assai più articolate di quanto sembri e una crescita dell’ossessione nata dal desiderio graduale e sempre più inquietante e violenta, psicologicamente e fisicamente. Il sottotesto sulla relazioni abusive è un po’ troppo evidente, tanto che le cose che più mi hanno colpito sono più sullo sfondo: la condizione di Nikki dopo l’espressione del desiderio, che mi è parsa la cosa più terrificante di un film che tutto sommato inquieta ma non fa proprio paura, e le analogie del rapporto col gatto morto del protagonista, che mi rimangono un po’ oscure ma sono lì e aggiungono come minimo colore.

Postato il 31/08/2026


Abbott Elementary - stagione 5

di Quinta Brunson (2021)

Abbott Elementary Poster

This is how the honor rolls.

La serie In questa commedia ambientata nel mondo del lavoro, un gruppo di insegnanti dediti e appassionati — e un preside un po’ fuori dal mondo — si ritrovano in una scuola pubblica di Filadelfia dove, nonostante le difficoltà, sono determinati ad aiutare i propri studenti ad avere successo nella vita. Sebbene questi incredibili funzionari pubblici possano essere in inferiorità numerica e con fondi insufficienti, amano ciò che fanno — anche se non apprezzano l’atteggiamento tutt’altro che esemplare del distretto scolastico nei confronti dell’istruzione dei ragazzi. Imdb

Il commento Ormai ben rodata e ancora lontana dal salto dello squalo, in questa stagione forse ci si sforza un po’ troppo per movimentare la situazione introducendo delle crisi forse troppo precipitose e troppo in fretta risolte, però pazienza: continua a essere un’ottima comedy tenera e divertente.

Postato il 30/08/2026


Lufia II: Rise of the Sinistrals (1995)

di Neverland (Miyoo - GBA)

Lufia II: Rise of the Sinistrals (1995) Poster

Per la mia quota annuale di retrogaming, quest’anno c’è stato Lufia 2, scelto tra i diecimila JRPG per SNES perché a) ha una struttura di dungeon a puzzle, in stile quasi zeldoso b) ha gli incontri coi mostri a schermo, non casuali, e non ho più pazienza per gli incontri casuali ogni tre passi in stile JRPG classico. Queste due caratteristiche Lufia le rispetta, e sono i suoi meriti maggiori. Per il resto, la trama è proprio deboluccia, e solo in un paio di occasioni ha qualche guizzo, ma comunque niente di che; i combattimenti non sono particolarmente variegati e interessanti, ed è raro che sia necessario inventarsi qualche strategia particolare. Quasi tutti i boss poi sono abbastanza facili, e in una sola occasione, verso l’inizio, ho dovuto grindare un minimo per affrontarlo. Ne viene fuori un gioco originale per l’aspetto degli enigmi, ma per il resto troppo piatto rispetto alla media del genere per essere davvero memorabile.

Postato il 30/08/2026


I convitati di pietra

di Michele Mari

I convitati di pietra Einaudi,2025,171 pagine
Forse sono stato influenzato dalle vicissitudini del pulmino dello Strega, però durante la maggior parte della lettura di questo libro non ho potuto fare a meno di pensare che Mari scrive bene, ha anche qualcosa da dire, ma deve essere proprio una brutta persona. La sua scrittura trasmette la visione di un’umanità triste e meschina, ancorata alle sue piccole o grandi fissazioni e desideri, e lo fa con uno spietato sarcasmo e con poco o punto empatia. Almeno, come dicevo, per gran parte del libro: verso il finale scivola verso un’inaspettata tenerezza senile che in parte riabilita lui e la sua visione del mondo. A parte questo, “I convitati di pietra” è un libro gustoso, scritto con un bel piglio e visto dall’esterno, senza dialoghi, quasi come un documentario. Lo spunto iniziale, la “riffa” dei liceali in cui vince chi muore per ultimo, è ben sfruttato e, anche se è inevitabile che sui trenta compagni di classe ben pochi siano memorabili (l’inevitabile “e mo’ questo chi cacchio era?” capita abbastanza spesso) quelli che sono meglio caratterizzati funzionano molto bene; anche le vicissitudini di questa classe sono davvero tante, rocambolesche e spesso imprevedibili. Carina anche l’idea di non aver paura a spingersi nel futuro, anche se il mondo del 2030-40 è davvero troppo simile a quello odierno per non farsi qualche domanda di plausibilità (ma evidentemente non era questo lo scopo). Infine, mia piccola fissazione, non posso fare a meno di notare che la “classe” deve essere per forza il liceo classico. Non ne usciremo mai.

Postato il 28/08/2026


Eyes of Laura Mars

di Irvin Kershner (1978)

Eyes of Laura Mars Poster

She saw life through the camera’s eye. Then suddenly she saw death.

Il riassunto Una famosa fotografa di moda sviluppa la inquietante capacità di vedere attraverso gli occhi di un serial killer. Imdb

Il commento Non è decisamente un film memorabile: l’ho visto perché scritto da John Carpenter. Però, in questa storia di omicidi con poteri extrasensoriali ambientata nel mondo della moda, e twist finale non proprio imprevedibile e ispirato, ho trovato interessante soprattutto l’ambientazione: una Manhattan degli anni ‘70, sporca, rumorosa, con spazzatura per la strada e strade piene di buche, ma contemporaneamente nel mondo della moda e della fotografia che anticipa tutto quello che diverrà popolare pochi anni dopo, per il glamour, le acconciature, i vestiti. Probabilmente questa preview degli anni ‘80 in atmosfera ’70s è la cosa più memorabile di un film che per il resto è evidentemente ispirato a Dario Argento ma senza la sua capacità di regia.

Postato il 26/08/2026


Ringu

di Hideo Nakata (1998)

Ringu Poster

One curse, one cure, one week to find it.

Il riassunto Un video misterioso è collegato a una serie di decessi e, quando una giornalista curiosa trova la cassetta e la guarda di persona, mette in moto una serie di eventi che mettono in pericolo la sua stessa vita. Imdb

Il commento Il film che ha dato origine alla stagione del J-Horror, rivisto quasi per caso, è interessante come metta insieme elementi spurii. La parte strettamente horror, che funziona bene, è limitata all’inizio e alla fine. Il resto del film è un’indagine mediamente interessante che penetra progressivamente in un mondo sovrannaturale nel Giappone rurale. E insieme, c’è la storia della videocassetta maledetta che non si capisce come si compenetri con una storia di fantasmi ambientata qualche decennio prima: perché il rancore (il classico elemento scatenante dei fantasmi nipponici) arriva su un elemento moderno? Forse è materia per i sequel. Per il resto, per quanto mi riguarda, mi è rimasta più voglia di fantasmi e meno di gente che va in giro a chiedere cose.

Postato il 24/08/2026


Katabasis

di R.F. Kuang

Katabasis Mondadori,2025,576 pagine
Per tutta la lettura sono rimasto indeciso se chiamare questo libro Kagatabasis o Kazzatabasis. Decidete voi, ma il mio giudizio intanto l’ho espresso.
Di Kuang avevo già letto Babel, che complessivamente mi era piaciuto, pur con alcune riserve, e la premessa di questo libro mi attirava: una discesa all’inferno di un’accademica di Cambridge che studia magia per trovare l’anima del proprio professore per strappargli una raccomandazione (!) usando come fonte le varie discese all’inferno della letteratura (Dante, Orfeo, Ulisse, Eliot…). Appare ben presto che l’autrice non sa bene che pesci pigliare per raccontare questa storia, vagando da una specie di dungeon crawler a livelli, a una lamentazione continua e ossessiva di quanto è duro fare il ricercatore, all’invenzione di un sistema magico che non sta in piedi (aveva fatto la stessa cosa in Babel) e a una confusissima topologia dell’Inferno di cui non si sentiva il bisogno. In generale, mi ha abbastanza annoiato, e ho trovato il libro davvero poco ispirato: una buona idea che non ha trovato uno sviluppo adeguato. Senza grosse sorprese, il viaggio all’Inferno diventerà un viaggio per trovare se stessi. Ma no!
L’edizione Mondadori è spettacolare da vedere. Meno da leggere.

Postato il 23/08/2026


Kimagure Orange Road

di Izumi Matsumoto

Orange Road J-Pop,2012,10 volumi
Parlo poco di fumetti da queste parti, in parte perché in questo periodo della mia vita ne sto leggendo pochi e in parte perché non ho mai preso l’abitudine di commentarli, ma oggi voglio fare un’eccezione. E, si badi, sarà un articolo ad alto tasso di nostalgia.

Quest’estate ho riletto Kimagure Orange Road di Izumi Matsumoto. Ho perso il conto di quante volte ho letto l’edizione Star Comics. L’ultima sarà stata una decina di anni fa, e avevo pensato che probabilmente sarebbe stata l’ultimissima. Il recupero dell’edizione J-Pop del 2012 con nuova traduzione e adattamento mi ha dato lo stimolo all’ennesima rilettura.

La prima volta che ho letto Orange Road, prima metà anni ‘90, stavo finendo il liceo, ed erano passati meno di dieci anni dall’uscita originale del manga in Giappone. Eppure, nello sbrilluccichio dei primi anni ‘90 e dei manga più cool del momento, sembrava già qualcosa di un altro tempo: una storia tutto sommato abbastanza ingenua, con un carattere episodico, l’abbigliamento dei personaggi che grida “anni ‘80”, disegni non troppo particolareggiati e, all’inizio, anche bruttini (poi Matsumoto migliora, o gli danno assistenti bravi - Hagiwara su tutti!). Più di trent’anni dopo, la sensazione non cambia, ma se l’invecchiamento immediato c’è stato, col tempo quei difetti sembrano sempre più veniali e a quarant’anni dalla prima edizione il manga non sembra così vetusto.
Certo, ci sono diversi episodi simili (quanti doppi appuntamenti? quante scene con Kyosuke e Madoka che stanno per combinare qualcosa e vengono interrotti? gag coi poteri?), ci sono alcuni personaggi secondari introdotti e poi dimenticati, altri sono pure macchiette, Madoka è una superwoman che qualunque cosa faccia la fa benissimo, i disegni devono aspettare gli ultimi volumi per essere definiti davvero “spettacolari” e, non ultimo, il “triangolo” e l’indecisione di Kyosuke non sono mai in realtà tali, sappiamo fin dall’inizio chi ama davvero.

Sì, ma questi sono peccatucci. La serie è frizzante e divertentissima, le situazioni sono sorprendentemente varie, date le premesse, i comprimari sono azzeccati e memorabili. Ma la cosa che più mi colpisce a ogni rilettura è la sensazione del tempo che passa: in una serie episodica è comune lasciare il tempo sospeso in modo da poterla continuare ad libitum. Orange Road inizia coi personaggi più grandi in terza media e si conclude con la fine delle superiori, scandendo stagioni e anni che passano e accompagnandoli in una progressiva maturazione. Questo implica che c’è una sorta di countdown verso l’esplosione del potentissimo finale che a un certo punto è inevitabile, e che non manca mai di commuovermi fino alle lacrime, soprattutto nella scena in cui Manami abbraccia Hikaru, che è il vero momento di svolta.

Siamo nel 2026. Izumi Matsumoto non è mai riuscito a ripetersi ed è purtroppo morto troppo giovane, come molti mangaka. Anche Garion, traduttore della nuova edizione e massimo esperto italiano di Orange Road, con cui ho avuto molte discussioni a proposito, ci ha lasciato troppo presto. Io oggi ho quasi quarant’anni più dei protagonisti e dovrei avere un certo distacco per le vicissitudini di liceali. Eppure, continuo a essere legato a Orange Road, come lo sono stato in passato in diverse fasi della mia vita. Sospetto che lo sarà ancora in futuro.

Due parole sull’edizione J-Pop: finalmente non ribaltata, senza i terribili cartelli ridisegnati dell’edizione Star e il suo pessimo lettering, con la nuova ottima traduzione di Garion (ma anche quella vecchia non era male, tutto sommato). Manca, rispetto all’edizione Star, uno dei due episodi con Matsumoto stesso protagonista, ma c’è in più un episodio bonus particolarmente sexy ambientato ai bagni pubblici, posteriore alla pubblicazione originale. Dispiace però che tutte le copertine siano dedicate a Madoka, mancando l’essenza del manga.

Postato il 23/08/2026