Un blog fuori tempo massimo

Giobbe. Romanzo di un uomo semplice

di Joseph Roth

Giobbe. Romanzo di un uomo semplice Adelphi,1930,200 pagine
Il libro di Giobbe è probabilmente il libro dell’Antico Testamento più moderno, quello che dà voce maggiormente ai dubbi umani sulla giustizia divina. Josephy Roth, che non è Philip Roth, ne scrive tra le due guerre una versione moderna. In realtà, delle duecento pagine del libro, un buon due terzi costituisce la preparazione alle sventure del protagonista Mendel, ma non è un problema. Non solo sono queste pagine sono scritte molto bene, sono anche fondamentali per capire quest’uomo e far chiedere al lettore se, dal punto di vista di Dio, egli non abbia fatto qualcosa per meritarsi le sue disgrazie. Personalmente, ho trovato la cosa migliore del libro come, in seguito agli avvenimenti, Mendel “litighi con Dio” e distrugga tutte le sue piccole confortevoli abitudini nel nome della sua rabbia contro l’onnipotente. Ma esiste una risposta alle domande che il libro pone? Certamente no, o, meglio, ognuno darà la sua. Ed è proprio la definizione di “fede”.

Postato il 10/05/2026


Win or Lose - stagione 1

di (2025)

Win or Lose Poster

It’s all how you look at it.

La serie Mentre si profila un’importante partita di softball, otto personaggi si trovano a dover affrontare una serie di difficoltà nella loro vita fuori dal campo. Imdb

Il commento Il primo episodio della prima serie Pixar mi aveva lasciato più che perplesso: sembrava qualcosa di veramente già visto, parente in qualche modo di Inside Out, con una protagonista in un’età difficile e con un rapporto complicato col padre. È dal secondo che si capisce come “Win or Lose” funziona: è una serie corale, in cui ogni episodio si focalizza su un personaggio che ruota intorno a una squadra di softball di ragazzini, quindi cambiando punto di vista e arricchendo il mondo con altre prospettive e particolari. Metà di questi personaggi sono adulti, metà ragazzini, quindi la pluralità è decisamente confermata. Quello che c’è in comune è una rappresentazione grafica di un sentimento che caratterizza il personaggio. Ad esempio, il professore timido e impacciato indossa un’armatura quando viene avvicinato, il lanciatore sbruffone ha dentro di sé un altro io insicuro disegnato come farebbe un bambino, eccetera. Ne scaturisce una serie molto tenera, divertente, dinamica. Meglio di quasi tutti i film Pixar dell’ultimo decennio.

Postato il 10/05/2026


Le follie dell'imperatore (The Emperor's New Groove)

di Mark Dindal (2000)

Le follie dell'imperatore (The Emperor's New Groove) Poster

It’s all about… ME!

Il riassunto Quando l’egocentrico imperatore Kuzco viene accidentalmente trasformato in un lama, deve affidarsi a un umile abitante del villaggio per sopravvivere nella giungla e reclamare il suo trono. Imdb

Il commento Pur essendo decisamente un buon film, forse uno dei migliori di quel periodo Disney, avevo un ricordo delle Follie dell’Imperatore migliore di quello che ho riscontrato. Le parti in cui sono effettivamente un Looney Tune si concentrano nella seconda metà, che è effettivamente irresistibile, mentre la prima parte a tratti arranca, si concede anche una stupida e inutile canzone, dedica troppo tempo alla questione morale di “c’è del buono in tutti” il cui svolgimento non sorprende proprio nessuno. Poi lo script dà un giro di vite, le citazioni dai vecchi corti Warner sono quasi esplicite (Bugs Bunny travestito, Wile E. Coyote che si fa male coi suoi attrezzi) e il film diventa una vera gioia.

Postato il 08/05/2026


Il diavolo veste Prada 2 (The Devil Wears Prada 2)

di David Frankel (2026)

Il diavolo veste Prada 2 (The Devil Wears Prada 2) Poster

Icons reign forever.

Il riassunto Andy Sachs torna a Runway mentre Miranda Priestly naviga in un nuovo panorama mediatico e nella posizione di Runway al suo interno. Il duo riallaccia i contatti con l’ex assistente Emily Charlton, ora a capo di un marchio di lusso che possiede fondi che potrebbero garantire la sopravvivenza di Runway. Imdb

Il commento Mi aspettavo di peggio, ma comunque è un film che gira intorno ai personaggi di Meryl Streep e (soprattutto) di Stanley Tucci e le loro battute fulminanti. Per il resto mi è parso scritto senza particolari guizzi, girato in modo piatto, con una serie di camei superflui e un amorazzo di in’inutilità imbarazzante. Non mancano i riferimenti al primo film (molti li ho persi), e c’è un discorso sulla trasformazione del giornalismo e dei miliardari cattivi che non brilla per originalità, per quanto sia corretto. Strappa la sufficienza, dai, tutto sommato è piuttosto divertente e non annoia.

Postato il 05/05/2026


Kaidan (怪談)

di Masaki Kobayashi (1965)

Kaidan (怪談) Poster

In the tradition of “RASHOMON” and “GATE OF HELL.”

Il riassunto Prendendo il titolo da una parola giapponese arcaica che significa “storia di fantasmi”, questa antologia adatta quattro racconti popolari. Un samurai squattrinato si sposa per denaro con risultati tragici. Un uomo bloccato in una bufera di neve viene salvato da Yuki, la fanciulla delle nevi, ma il suo salvataggio ha un costo. Il musicista cieco Hoichi è costretto a esibirsi per un pubblico di fantasmi. Un autore racconta la storia di un samurai che vede il riflesso di un altro guerriero nella sua tazza da tè. Imdb

Il commento Un vecchio film giapponese di fantasmi della spaventevole durata di oltre tre ore, per fortuna in quattro episodi che permettono una visione frazionata senza sentirsi troppo in colpa. I primi due episodi sembrano delle fiabe, o perlomeno storie popolari, e forse sono i più deboli del film; il terzo è il migliore, il più lungo e articolato e si interseca con la tradizione dei canti narrativi buddisti; il quarto è curioso, l’unico che usa più piani narrativi e si concede un finale a sopresa. In ogni caso, sono tutte ambientazioni storiche nel Giappone Feudale, con costumi molto ricercati e splendide ambientazioni, con la curiosa intrusione, nel secondo episodio, di alcuni fondali dipinti molto inquietanti. La parola che più mi veniva in mente durante la visione è “calligrafico”: ogni inquadratura è ben studiata e lascia tutto il tempo allo spettatore di guardarla con calma. Certamente non un film per chi cerca il batticuore, anche poiché nonostante il tema non fa mai lontanamente paura, ma più per chi è interessato a un tipo di cinema un po’ fuori moda ma da riscoprire.

Postato il 04/05/2026


Le notti di Salem

di Stephen King

Le notti di Salem Pickwick,1975,656 pagine
Ero convinto che questo romanzo del giovane King parlasse di streghe perché “Salem” richiama questo tema, e invece sorpresa! parla di vampiri. Ma non solo dei nostri amici non morti zannuti: King ha diversi temi a cuore (le cittadine del Maine, la dissoluzione della società o della famiglia, l’alcolismo, i bambini eroi, la violenza domestica) e qua ce ne sono molti, tanto che a tratti sembra proprio un “It” in nuce, anche se, inevitabilmente, meno maturo e con un’orchestrazione meno efficace. A volte sembra che qualche storia laterale sia messa solo per fare colore, o forse volume. Quello però che funziona molto bene è la lenta e inesorabile discesa verso l’abisso dell’invasione di vampiri in una piccola e tranquilla cittadina di provincia. Forse è l’ineluttabilità del male, nonostante il finale, la cosa che colpisce più del libro. L’edizione che ho letto comprende anche un post-epilogo, un racconto nello stesso universo che non aggiunge un granché se non dare un sfumatura più dark al finale, e un racconto che invece sembra una versione beta, in cui però al posto dei vampiri c’è Chtulu. E poi ci sono ottanta pagine di scene eliminate che, per quanto voglia bene a King, mi sono risparmiato. Se son state eliminate, ci sarà stata una ragione. Nota a margine: una delle regole non scritte di libri e romanzi di vampiri post-Stoker è che di tutte le regole sul tema (luce solare, aglio, entrare in casa, crocifisso) ogni universo ne prende alcune e tratta le altre con disprezzo come “stupide leggende”. King non si pone questo problema. Le prende tutte.

Postato il 03/05/2026


The Mandalorian - stagione 3

di Jon Favreau (2019)

The Mandalorian Poster

Bounty hunting is a complicated profession.

La serie Dopo la caduta dell’Impero Galattico, l’illegalità si è diffusa in tutta la galassia. Un pistolero solitario si fa strada attraverso i territori più remoti, guadagnandosi il pane come cacciatore di taglie. Imdb

In questa stagione Continuano i viaggi dei Mandaloriani nella galassia di Star Wars. Un tempo cacciatore di taglie solitario, Din Djarin si è riunito a Grogu. Nel frattempo, la Nuova Repubblica lotta per allontanare la galassia dalla sua storia oscura. Il Mandaloriano incontrerà vecchi alleati e si farà nuovi nemici mentre lui e Grogu continuano il loro viaggio insieme.

Il commento Il finale della seconda stagione era stato così cool che la terza sembra sottotono. In realtà succedono molte cose, ma è una stagione con molta meno personalità delle due precedenti, sembra un po’ il solito Star Wars già visto in molte salse diverse. Rimane molto ben fatta e piacevole da vedere ma la sensazione di “potevano finirla lì” alla fine della seconda rimane più che mai.

Postato il 26/04/2026


Locke

di Steven Knight (2014)

Locke Poster

No turning back.

Il riassunto Ivan Locke ha lavorato duramente per costruirsi una buona vita. Questa sera, quella vita crollerà intorno a lui. Alla vigilia della sfida più importante della sua carriera, Ivan riceve una telefonata che mette in moto una serie di eventi che sconvolgeranno la sua famiglia, il suo lavoro e la sua anima. Imdb

Il commento C’è un filone di film ambientati in una singola, ristretta location, una limitazione che mette alla prova soprattutto il regista e gli attori (il migliore probabilmente è “The Guilty” nella sua versione danese). Di solito si tratta di thriller ad alta tensione, quindi quando ho capito che Locke parla di un signore che, telefonando mentre guida, deve gestireuna colata di cemento e un casino che ha combinato in famiglia, sono rimasto un po’ perplesso. Eppure, la tensione del film funziona: si trepida per vedere se il tizio rimasto in cantiere riuscirà a trovare il polacco che rimedi a un problema, o come reagirà la moglie a una certa notizia. Qualche sbavatura c’è, ad esempio i monologhi del tizio contro il padre tra una telefonata e l’altra, e non sempre tutto è proprio plausibile, ma si tratta di un film breve (84’), asciutto e perfettamente funzionale rispetto alle sue premesse. Tutto sommato non è poco.

Postato il 22/04/2026


Teriyaki Sushi

Genova, centro commerciale Waterfront

Mi son trovato a cenare al nuovo, per ora popolarissimo, centro commerciale di Genova, e dopo aver girato avanti e indietro il food court abbiamo optato per questo Teriyaki Sushi. Come tutti i locali dei centri commerciali, si tratta di una catena, e non è che ci si aspetti chissà cosa, però…
Ho preso il “signature dish”, cioè il piatto di noodle con salsa teriyaki, che ho scelto con tofu. Mi hanno chiesto se ci volevo la salsa teriyaki. Ora, forse la versione con la carne è migliore, ma questo era inqualificabile. Sul fondo, degli udon scotti e sconditi. Sopra, della verdura cruda e parimenti scondita. Sopra, qualche cubetto di tofu vellutato e qualche goccia di salsa teriyaki. Dopo averlo assaggiato, sono andato alla ricerca di almeno un po’ di salsa di soia, ma l’avevano solo in cucina, e per fortuna ce l’hanno prestata. Ho notato che altre persone facevano la stessa gita dopo aver assaggiato il piatto. Anche con quella, è comunque un piatto sciatto e insapore. Altre cose provate comprendono involtini primavera, passabili e standard, ravioli di verdura e di carne, diventati appiccicosissimi e immangiabili quasi subito, un riso alla cantonese e del tempura di gamberi di qualità medio/bassa. Le porzioni sono abbondanti, il che normalmente è un pregio, ma se sei uno che vuole finire per forza il suo piatto e il piatto è cattivo, diventa un problema.

Postato il 21/04/2026


Pontypool

di Bruce McDonald (2009)

Pontypool Poster

Shut up or die.

Il riassunto Quando il DJ Grant Mazzy si presenta alla sua stazione radio nel seminterrato della cittadina canadese di Pontypool, pensa che sia solo un altro giorno di lavoro. Ma quando sente parlare di un virus che trasforma le persone in zombie, Mazzy si barrica nella cabina della radio e cerca di trovare un modo per avvertire i suoi ascoltatori del virus e della sua improbabile modalità di trasmissione. Imdb

Il commento Se la missione era di fare un film di zombie originale, questa è riuscita, Se era di farlo bene, solo in parte. Innanzitutto, è un film di “infetti”, più che di zombie, e la prima metà utilizza già uno stratatemma originale per una messa in scena economica: raccontare l’inizio dell’infezione dal punto di vista di una radio che raccoglie le testimonianze degli ascoltatori, con momenti horror soprattutto raccontati ma anche qualche piccola incursione visiva. Fin qui funziona più che bene. Nella seconda metà, però, viene fuori che il vettore di infezione è qualcosa di molto inusitato e non alieno all’impianto del film. Solo che, e secondo me questo è il problema maggiore del film, ci si lascia prendere un po’ la mano con analogie e metaforoni, e il film, per quanto coerente, mi è sembrato insieme saccente, confuso e un poco presuntuoso.

Postato il 20/04/2026