Un blog fuori tempo massimo

Omicidio a Road Hill House ovvero Invenzione e rovina di un detective

di Kate Summerscale

Omicidio a Road Hill House ovvero Invenzione e rovina di un detective Einaudi,2008,382 pagine
In una casa di campagna inglese nell’era vittoriana avviene un brutale infanticidio. La polizia locale brancola nel buio, e viene chiamato un famoso ispettore dalla città che scoverà il colpevole tra gli insospettabili. Ma la prova finale è irreperibile… Una trama banale? Certo, ma perché si tratta di una storia vera che ha costituito la fonte di innumerevoli gialli più o meno originali.
Kate Summerscale fa un lavoro duplice: da un lato racconta la storia come un giallo (anche se a un certo punto si lascia scappare uno spoiler sul colpevole…e si concede anche un twist nell’ultima pagina!), dall’altro illustra come la cultura e la società dell’epoca fossero permeabili a una storia di cronaca nera che ha impressionato così tanto da diventare un archetipo. Persino Dickens aveva le sue opinioni su chi fosse il colpevole (sbagliandosi!) e ha integrato diversi elementi, tra cui la figura dell’ispettore, nelle sue opere. La precisione nel racconto della storia è impressionante, a volte eccessiva. Giusto per fare un esempio, racconta di come in un’udienza i cancellieri avessero per errore riservato troppi pochi posti ai giornalisti e molti di loro avevano dovuto assistere in piedi. Non aggiunge molto alla ricostruzione, è solo un dettaglio di colore. A lungo andare questo livello di dettaglio fa perdere di vista il nucleo del racconto e rende il libro a tratti faticoso. Ed è un peccato, perché quest’immersione in un Inghilterra vittoriana con passioni così simili a quelle moderne è molto piacevole.

Postato il 06/08/2023


2012

di Roland Emmerich (2012, 2009)

2012 Poster

We Were Warned.

Il riassunto Dr. Adrian Helmsley, part of a worldwide geophysical team investigating the effect on the earth of radiation from unprecedented solar storms, learns that the earth’s core is heating up. He warns U.S. President Thomas Wilson that the crust of the earth is becoming unstable and that without proper preparations for saving a fraction of the world’s population, the entire race is doomed. Meanwhile, writer Jackson Curtis stumbles on the same information. While the world’s leaders race to build “arks” to escape the impending cataclysm, Curtis struggles to find a way to save his family. Meanwhile, volcanic eruptions and earthquakes of unprecedented strength wreak havoc around the world. Imdb

Il commento Secondo me Emmerich è un genio in quello che fa. Quello che fa è assolutamente idiota e risibile, ma nondimeno, nella sua nicchia, lui le cose le fa proprio bene. C’è tutto Emmerich in 2012: innanzitutto nessun senso del ridicolo, e poi lo scienziato dal cuore d’oro (variante: non è incompreso ma viene ascoltato da subito), il presidente (vedi sotto una nota sotto spoiler), il burocrate/politico senz’anima, le comparse che fanno una brutta fine, il cattivo che si riscatta, il blando messaggio ecologista, l’implausibilità scientifica (si parte subito coi neutrini mutanti!), il ruolo centrale degli USA, la morale pesantissima e posticcia, distruzione a più non posso, e soprattutto gli inseguimenti da parte della natura. In 2012 ce ne sono ben due: uno dall’onda sismica e da una nube eruttiva. Se lo prendi dal verso giusto sono 2h37’ che passano in un attimo. Mi son divertito. A margine, gli effetti digitali del 2009 reggono ancora abbastanza su una tv casalinga, con qualche eccezione. Qualche scena (in particolare, quelle in aereo) fa proprio storcere il naso. Lo spoiler che citavo sopra: il presidente muore ma, in quanto tale, non può avere una morte normale. Viene investito da una portaerei.

Postato il 02/08/2023


La domenica specialmente

di Giuseppe Tornatore, Marco Tullio Giordana, Giuseppe Bertolucci, Francesco Barilli (La domenica specialmente, 1991)

La domenica specialmente Poster

A Magical Vision From Three of Italy’s Most Acclaimed Directors including the Director of CINEMA PARADISO

Il riassunto Four lighthearted stories set in the idyllic Italian countryside: an old grouch is befriended by a stray dog; a lonely widow spies on her newly-wed son and daughter-in-law; a German tourist tries to seduce a younger nurse. The fourth segment was cut in the US by its distributor Miramax. Imdb

Il commento Film a episodi con grossi nomi dietro (Tonino Guerra, Tornatore, Giordana, Bertolucci) ma un caso in cui la montagna ha partorito il topolino: i primi tre episodi, ambientati in una provincia emiliana fuori dal tempo, colpiscono poco. Si salva la storia d’amore con un cane di Bertolucci, gli altri sono scialbi e poco ispirati. L’ultimo episodio, che invece ci fa vedere la modernità della Rimini estiva e le sue trasgressioni, è proprio brutto e di un moralismo fastidioso.

Postato il 01/08/2023


Il mostro

di Luigi Zampa (Il mostro, 1977)

Il mostro Poster

Il riassunto A low rank journalist at Tribuna Sera newspaper receives a letter one day. His correspondence contains a serial killer’s letters, which he exploits. Imdb

Il commento A metà tra un giallo italiano anni ‘70 che strizza l’occhio a Dario Argento e una satira sociale, “Il mostro” è un film ancora moderno per come racconta l’interazione tra i media, la società e la criminalità. Non è un giallo proprio imprevedibile nei suoi colpi di scena, e Johnny Dorelli è assolutamente inadeguato, ma ha il merito di presentare una serie di personaggi uno più sgradevole dell’altro, con uno sguardo spietato sulla società, ed è girato piuttosto bene.

Postato il 26/07/2023


Barbie

di Greta Gerwig (Barbie, 2023)

Barbie Poster

She’s everything. He’s just Ken.

Il riassunto Barbie and Ken are having the time of their lives in the colorful and seemingly perfect world of Barbie Land. However, when they get a chance to go to the real world, they soon discover the joys and perils of living among humans. Imdb

Il commento Tiepidino sul film di Barbie. L’umorismo di cui è pregno non mi ha raggiunto: è pieno di battute anche piuttosto intelligenti, ma che proprio non hanno fatto scattare alcunché in me. Per il resto, il discorso mi è parso abbastanza confuso, al di là di “patriarcato male”. Mi è sembrato a tratti un film addirittura anti-femminista, perché l’utopia di Barbieland non è tale per i Ken. Rimane l’impressione di un film che non abbia trovato fino in fondo la sua strada e il suo messaggio.

Postato il 24/07/2023


La vita intima

di Niccolò Ammaniti

La vita intima Einaudi,2023,312 pagine
Il nuovo libro di Ammaniti mi è sembrato incompleto. Imperniato sulla figura di una first lady italiana, moglie di quello che sembra una specie di Conte, ha il merito di presentare un personaggio che rifugge dai soliti schemi. Maria Cristina, la protagonista, è bella, molto bella, ricca e potente, non è un’oca (il classico stereotipo: la donna bella e scema), ma non è nemmeno particolarmente intelligente (il secondo stereotipo: la donna bella e segretamente geniale), tanto che la vis comica del libro verte sulla quantità di errori e scelte sbagliate che commette questa donna. Lo sguardo di Ammaniti è affettuoso e a volte pietoso (e molto maschile, va detto), e il libro è complessivamente divertente, con quel pizzico di sadismo che l’autore ama infliggere ai suoi personaggi, ma la trama è esile esile, confusa, a volte contradditoria, con un finale che non sta assolutamente in piedi. Ed è un peccato, perché trovo che con un editing migliore si sarebbe potuto tirar fuor un gioiellino.

Postato il 24/07/2023


Tomorrow, and Tomorrow, and Tomorrow

di Gabrielle Zevin

Tomorrow, and Tomorrow, and Tomorrow Knopf,2022,401 pagine
In questa storia di programmatori di videogiochi ci son parecchie cose buone: innanzitutto, la rappresentazione documentata del mondo dei videogiochi. L’autrice sa di cosa parla. Più importante, l’invenzione di un trio di personaggi molto originali e sfaccettati e, cosa ancora più interessante, la narrazione delle tre relazioni tra di essi, tutte ben pensate, mai banali e con una parabola specifica. Piaciuto di meno, però, l’eccesso di melodramma qua e là (orcaloca ma quante ne succedono al povero Sam, a volte sembra Candy Candy!) e, cosa che mi ha dato fastidio, una visione romanzata ed edulcorata del mondo dello sviluppo dei videogiochi, che oggi è brutale (forse di meno ai tempi in cui è ambientato il libro) e, soprattutto, la visione calvinista del lavoro come purificazione e salvezza da ogni male. Hai un problema? Lavora di più, andrà tutto a posto!

Postato il 22/07/2023


Palazzo di Giustizia

di Chiara Bellosi (Palazzo di Giustizia, 2020)

Palazzo di Giustizia Poster

Il riassunto While a trial involving murder, manslaughter and armed robbery is being conducted inside the courtroom, the two daughters of the accused are sentenced to wait outside in the hallway. Imdb

Il commento Di notevole di questo film processuale è il fatto che il fatto criminale (un omicidio in seguito a una rapina) è secondario, e marginale è anche il dibattimento in aula. Si concentra invece sulle congiunte dei coinvolti nel processo, fidanzate, conviventi, figlie, e di quel che fanno fuori e dentro l’aula, senza risparmiare uno sguardo poco conciliante (cioè, son tutte antipatiche!). La cosa funziona fino a un certo punto, il film è breve e non c’è tempo di annoiarsi, ma lo spessore non c’è. E lo stratagemma dell’uccellino è anche piuttosto imbecille, diciamocelo.

Postato il 20/07/2023


Return to Seoul

di Davy Chou (Retour à Séoul, 2022)

Return to Seoul Poster

Il riassunto After an impulsive travel decision to visit friends, Freddie, 25, returns to South Korea for the first time, where she was born before being adopted and raised in France. Freddie suddenly finds herself embarking on an unexpected journey in a country she knows so little about, taking her life in new and unexpected directions. Imdb

Il commento Film francese/coreano piuttosto pretenzioso, con qualche spunto interessante (la rappresentazione di una Corea a metà tra la tradizione e la modernità più estrema…toh, il ruolo che una volta aveva il Giappone!) e una protagonista enigmatica, coreana in Francia, alla ricerca della propria identità, sia di figlia che di cittadina. E molto antipatica! L’ho trovato piuttosto confuso, forse come la protagonista, e visivamente poco incisivo. Un tentativo di fare un mix tra gli stili dei drammoni francesi e quelli coreani non molto riuscito.

Postato il 17/07/2023


Stalingrado

di Vasily Grossman

Stalingrado Adelphi,1952,883 pagine
L’intento di Grossman è chiaro, e anche confermato da riferimenti espliciti: vuole fare il Guerra e pace del Novecento e dell’Unione Sovietica. Una miriade di personaggi (sia lode all’edizione con lo specchietto in appendice) che si intrecciano in parti belliche e parti civili. Ci riesce? Eh, non proprio. Grossman non è Tolstoj, non ha la stessa potenza narrativa, la stessa conoscenza dell’animo umano, la stessa abilità nel concertare l’azione. Quindi, insomma, questa corposa (850 pagine fitte fitte) storia dell’assedio di Stalingrado durante la Seconda Guerra Mondiale a volte traballa, i personaggi non spiccano e si tende a confonderli perché spesso sovrapponibili, ci sono parti il cui senso sfugge (per dire, quella nella miniera degli Urali o la storia tra Strum e Nina a Mosca). Contrariamente al libro di Tolstoj, in cui di solito si preferisce la parte di “pace”, è nell’azione bellica che Grossman spicca, dimostrando approfondite conoscenze e capacità di raccontare l’epica della battaglia. Le pagine dell’assedio alla stazione sono il picco del libro e me le ricorderò a lungo.
Va valutato il contesto in cui il libro è stato scritto, ovvero l’URSS del dopoguerra, quando lo stalinismo era al suo apice, e la cautela di uno scrittore per rimanere nell’ortodossia e non finire in un gulag è palpabile. Le parti più retoriche sull’animo eroico russo, sulla perfezione della macchina sovietica e il ritratto di Stalin come un padre bonario ma fermo vanno chiaramente in questa direzione, e la postfazione ricorda come si siano individuate addirittura undici edizioni. Eppure, il fascino del sogno comunista viene trasmesso e rimane la sensazione di “ma che bello che sarebbe stato se fosse stato vero”.
Ho scoperto solo alla fine che il volume è la prima parte di una dilogia, il cui seguito Vita e destino è descritto dalla postfazione come meno narrativo e più filosofico. E insomma, anche se molti destini dei personaggi sono rimasti appesi alla fine di Stalingrado, non mi è rimasta moltissimo la voglia di affrontare il secondo libro.

Postato il 14/07/2023