Adelphi,1996,250 pagine
Bolaño si cimenta col genere che nel cinema è chiamato “mockumentary”, inventando un mondo parallelo di scrittori americani filonazisti (anche se il termine è molto lato, include non solo i fascisti ma anche solo i nazionalisti, i razzisti, gli ultracattolici) di cui racconta vita e opere con un tono sottilmente sarcastico, e tanto realista che è spesso difficile che capire se tutta quella gente che cita è reale o inventata. Immagino che a conoscere bene la letteratura sudamericana del ‘900 e il contesto sociopolitico il libro sia più godibile, ma per me è stato un giochino, abbastanza divertente, ma per cui anche 200 pagine alla fine sono sembrate un po’ troppe.
Rizzoli,2021,346 pagine
Adelphi,2008,148 pagine
Feltrinelli,2008,272 pagine
Rizzoli,2018,976 pagine