Un blog fuori tempo massimo

The Fabelmans

di Steven Spielberg (The Fabelmans, 2022)

The Fabelmans Poster

Capture every moment.

Il riassunto Growing up in post-World War II era Arizona, young Sammy Fabelman aspires to become a filmmaker as he reaches adolescence, but soon discovers a shattering family secret and explores how the power of films can help him see the truth. Imdb

Il commento Piuttosto deludente, questo film molto personale (autobiografico, direi) di Spielberg. A una prima parte in cui si scopre il cinema e i suoi meccanismi, si affianca una seconda ambientata in un’high school con le tipiche dinamiche relative, parte che solo verso la fine si riallaccia blandamente al discorso sul cinema. Girato benissimo, personaggi resi magnificamente (penso soprattutto al triangolo tra i genitori e lo “zio”), ma alla fine non conquista.

Postato il 26/12/2022


Rocky II

di Sylvester Stallone (Rocky II, 1979)

Rocky II Poster

Once he fought for a dream. Now he’s fighting for love!

Il riassunto After Rocky goes the distance with champ Apollo Creed, both try to put the fight behind them and move on. Rocky settles down with Adrian but can’t put his life together outside the ring, while Creed seeks a rematch to restore his reputation. Soon enough, the “Master of Disaster” and the “Italian Stallion” are set on a collision course for a climactic battle that is brutal and unforgettable. Imdb

Il commento C’è un abisso tra il primo e il secondo capitolo di Rocky, anche se quest’ultimo ha qualche lato positivo innegabile. Innanzitutto, si perde l’atmosfera della Philadelphia popolare che tanto dava al film: si riscatta parzialmente solo nel training montage (migliore rispetto al primo film); la sceneggiatura è meno precisa (non si capisce, ad esempio, perché Adriana dia il suo benestare al combattimento dopo il coma), e la vittoria di Rocky sembra sbagliata: l’eroe non è un campione, è solo un discreto combattente molto testardo. Il combattimento però ha più spazio e, sebbene molto poco realistico, è assai avvincente. Si ha complessivamente la sensazione di un “more of the same” avendo però già concluso la storia.

Postato il 22/12/2022


Conte d'automne

di Éric Rohmer (Conte d'automne, 1998)

Conte d'automne Poster

Il riassunto Magali, forty-something, is a winemaker and a widow: she loves her work but feels lonely. Her friends Rosine and Isabelle both want secretly to find a husband for Magali. Imdb

Il commento Che delizia questo film di Rohmer. Ambientato in un’idilliaca campagna francese (ma in cui la centrale nucleare fa sempre capolino nei panorami) durante la vendemmia, è un film di relazioni tra numerosi personaggi, tutte piuttosto sfaccettate e tutte in quell’area strana tra amicizia e amore, che viene ben esplorata, tramite molti dialoghi ben scritti e ben recitati. L’apparente lieto fine è crudelmente incrinato da un ultimo fotogramma con un’espressione di Isabelle, l’“amica generosa”, che fa pensare molto. Cinematograficamente non è superlativo, ma è un film che ricorderò.

Postato il 21/12/2022


Pane e Tulipani

di Silvio Soldini (Pane e Tulipani, 2000)

Pane e Tulipani Poster

Imagine your life. Now go live it.

Il riassunto An endearing light comedy about a woman who spontaneously becomes a resident of Venice after her family left her behind. While enjoying the wonderful people she meets she achieves a new life and the first time independent of her family. Imdb

Il commento Rivisto dopo diversi anni con le nipoti (che hanno apprezzato), Pane e Tulipani non è invecchiato e continua a essere una favola tenera e piacevola, ben scritto, ben recitato da attori e caratteristi, e ambientato in una Venezia da sogno, senza turisti da nessuna parte. Si vede a tratti l’inesperienza di Soldini, soprattutto all’inizio in molte scene mal raccordate, ma ci si passa di sopra di fronte all’ennesima fulminante frase di Bruno Ganz.

Postato il 10/12/2022


La banda dei brocchi

di Jonathan Coe

La banda dei brocchi Feltrinelli,2001,381 pagine
Il titolo, anche nella sua versione inglese, è ingannatorio, poiché non c’è traccia nel libro di concetto di “banda”. Similmente, il principale difetto del libro è che tre dei quattro componenti del club (nonché altri personaggi minori) sono tratteggiati molto superficialmente. Uno fa una sola cosa (gli scherzi), gli altri due si confondono. E, non meno improtante, non si parla solo di ragazzi, ma anche dei loro genitori, che hanno uguale importanza nella storia. Se però si passa oltre questo, il libro è una piacevole e vivissima rappresentazione degli anni ‘70 inglesi: IRA, scioperi operai nell’era pre-Thatcher, la musica che passa dal prog al punk, oltre a tutto l’eterno immaginario inglese di scuole con divise, pub e assurde tradizioni. Oltre a questo, è uno splendido coming of age di un ragazzo timido e confuso, e la storia d’amore che si costruisce piano piano è la più tenera e imprevedibile che abbia letto di recente.
Primo libro di una trilogia, sono curioso di vedere se altri personaggi acquiscono spessore.

Postato il 07/12/2022


Rocky

di John G. Avildsen (Rocky, 1976)

Rocky Poster

His whole life was a million-to-one shot.

Il riassunto Rocky Balboa is a Philadelphia club fighter who seems to be going nowhere. But when a stroke of fate puts him in the ring with a world heavyweight champion, Rocky knows that it’s his one shot at the big time — a once-in-a-lifetime opportunity to go the distance and come out a winner! Imdb

Il commento Rivisto dopo un bel po’ di anni, Rocky non perde il suo smalto. Una storia potentissima di rivalsa tramite il caso (per me è la cosa più affascinante, un potenziale inespresso tirato fuori per un capriccio del destino), ma soprattutto una sceneggiatura pressoché perfetta nel mostrare questo perdente in una Philadelphia vivissima. E il finale, diamine, ma quanto commuove?

Postato il 05/12/2022


Il banchetto annuale della confraternita dei becchini

di Mathias Énard

Il banchetto annuale della confraternita dei becchini Edizioni e/o,2020,480 pagine
Probabilmente conquistato dal titolo molto intrigante, questo libro è stata una bella scoperta. Si tratta, in breve, di un racconto della Francia provinciale più profonda nella sua evoluzione e nel suo stato odierno, compiuto attraverso una serie di ritratti e diversi punti di vista.
Andiamo con ordine: il libro parte col diario di un etnologo parigino, un dottorando che si trasferisce in provincia per una ricerca. Dopo poche pagine si chiarisce che razza di imbecille sia quest’uomo (e non è frequente leggere un punto di vista di un imbecille) e come il suo atteggiamento nei confronti dei paesani sia orribile. Quando il punto di vista del visitatore ha tracciato un quadro abbastanza completo del contesto, il libro cambia. Si parte con una serie di piccoli ritratti, avanti e indietro nel tempo, di persone e a volte animali che sono vissuti o stanno vivendo nella zona, ricostruendo piano piano un puzzle che compone la vita in campagna, con alcune storie episodiche e altre più dominanti e ricorrenti. Contemporaneamente, l’autore espone la sua visione di quel che succede dopo la Morte, tema che permea il libro. E infatti l’eponimo banchetto avviene a metà del libro, ed è una gustosissima e sterminata descrizione di crapuloneria, una celebrazione della vita e della morte. Verso la fine, torna il punto di vista dell’etnologo. Per il quale qualcosa è cambiato.
Oltre a tutto ciò, ho trovato il libro scritto e tradotto molto bene, con un gusto per la parola e la precisione della terminologia che credo renderebbe il libro molto apprezzabile se letto in francese, con un livello di conoscenza della lingua approfondito.

Postato il 17/10/2022


Ninjababy

di Yngvild Sve Flikke (Ninjababy, 2021)

Ninjababy Poster

It’s not love, it’s semen.

Il riassunto When Rakel finds out she’s six months pregnant after a one-night stand, her world changes. She is absolutely not ready to be a mother, but since abortion is no longer an option, adoption is the only answer. That’s when Ninjababy, an animated character who makes Rakel’s life a living hell, turns up. Imdb

Il commento Filmino norvegese con ragazza wanna be fumettista e dalla vita scapestrata che rimane incinta. E’ tutto piuttosto già visto, sia per la parte relativa alla gravidanza sia per il personaggio, nonché per il feto parlante però ha un gradevole tono di commedia (qualche risatina la strappa) e soprattutto non ci pensa nemmeno un attimo a dare un approccio morale alla maternità indesiderata, nel bene o nel male. E quel cielo basso della Norvegia dà un mood tutto suo.

Postato il 17/10/2022


The Lunchbox

di Ritesh Batra (The Lunchbox, 2013)

The Lunchbox Poster

Can You Fall In Love With Someone You Have Never Met?

Il riassunto A mistaken delivery in Mumbai’s famously efficient lunchbox delivery system (Mumbai’s Dabbawallahs) connects a young housewife to a stranger in the dusk of his life. They build a fantasy world together through notes in the lunchbox. Gradually, this fantasy threatens to overwhelm their reality. Imdb

Il commento Un piccolo film indiano di anime solitarie, un po’ per scelta un po’ per caso, che si incontrano, o meglio si sfiorano, in una metropoli moderna. Il gimmick del pranzo recapitato al posto sbagliato è pittoresco e allo stesso tempo intrigante, e cresce così delicatamente che non si perde mai la sospensione dell’incredulità. Forse, qua e là, c’è qualche ripresa etnografica da pubblico di Sundance (“va’ che buffi gli indiani che cantano in autobus”), ma non disturba.

Postato il 14/10/2022


Everything Everywhere All at Once

di Dan Kwan, Daniel Scheinert (Everything Everywhere All at Once, 2022)

Everything Everywhere All at Once Poster

The universe is so much bigger than you realize.

Il riassunto An aging Chinese immigrant is swept up in an insane adventure, where she alone can save what’s important to her by connecting with the lives she could have led in other universes. Imdb

Il commento Il film più celebrato dell’anno non mi ha convinto in pieno. Premesso che la quantità di invenzioni visive e le piccole idee sono tantissime, davvero rare in un film, ho detestato la prima parte più marvelosa, a colpi di supercazzole sui multiversi e botte da orbi, ripetendomi a iosa “ma che stronzata”. Meglio la seconda parte; però il passaggio alla morale alla Vonnegut sul potere della gentilezza mi è parsa un po’ forzata e, puramente a istinto, poco sincera: hai celebrato la bellezza di fare a botte fino a poco fa, ora sei poco credibile. Cito come cose migliori l’interpretazione in generale degli attori, in particolare di Jamie Lee Curtis, e l’universo con le dita a wurstel, che partendo da una gag diventa la parte più emotivamente intensa del film.

Postato il 11/10/2022