Adelphi,1899,149 pagine
Dopo aver amato molto Martin Eden, decido di approfondire Jack London coi suoi racconti, e scelgo un volume un po’ a caso. Dopo aver letto il primo racconto, quello che dà il titolo alla raccolta, mi dico: “Orcaloca, ho beccato un libro di avanzi!”. Il primo appare infatti come un racconto goffo, quasi un soggetto, un riassunto, per un romanzo più ampio, con avvenimenti rapidissimi e un finale tronco. Scopro invece poi che è un racconto giovanile (secondo me un romanzo abortito), a cui segue roba molto migliore: i due racconti nello Yukon, “Bâtard” e “Allestire un fuoco”, sono bellissimi, ma anche “Perdifaccia” è assai notevole, l’omaggio/imitazione di Poe è curioso anche se non riuscitissimo e la protofantascienza di “Il Dio Rosso” è affascinante (e spaventosamente razzista, va detto).
In definitiva, non spaventatevi per il primo racconto, dopo arriva la ciccia buona, e Jack London non delude.
Mondadori,2018,420 pagine
Adelphi,2013,506 pagine
Einaudi,2014,192 pagine
Adelphi,2017,222 pagine
Adelphi,1847,287 pagine
Bompiani,1954,704 pagine
Adelphi,2005,431 pagine
Sur,2014,108 pagine
Nutrimenti,2010,270 pagine