Un blog fuori tempo massimo

Queste verità. Una storia degli Stati Uniti d'America

di Jill Lepore

Queste verità. Una storia degli Stati Uniti d'America Rizzoli,2018,976 pagine
Monumentale storia degli Stati Uniti d’America (1000 pagine con le note), sceglie un approccio leggermente differente dai comuni libri di storia: trascura pressoché totalmente la storia militare, sorvola senza approfondire sulla storia del costume, e si concentra sulla storia politica, sulle idee, i movimenti, le persone che hanno costituito la storia degli Stati Uniti, dando particolare enfasi agli aspetti di emancipazione razziale e di genere. Questo approccio rende la lettura potenzialmente molto interessante, ma non l’ho trovato scritto molto bene. La scrittura è faticosa, e Lepore spesso si perde nei dettagli (uh, quanti dettagli!) e i punti veramente importanti a volte sono sepolti in mezzo a informazioni secondarie.
In generale, fino al ‘900 l’analisi mi è sembrata lucida e puntuale, l’ultimo secolo e rotti invece mi è parsa troppo cauta, troppo timorosa di esprimere un giudizio, con un’eccezione: le invettive contro i principali responsabili, a parere di Lepore, delle disgrazie americane: i sondaggi e i computer (questi ultimi già dagli anni ‘40!). E tutto questo dopo aver indicato a chiare lettere come lo schiavismo prima, poi il segregazionismo e infine il razzismo siano stati endemici non solo nella società, ma anche nella struttura della nazione.

Postato il 07/10/2021


Masticando km di rumore

di Massimo Giacon

Masticando km di rumore Feltrinelli Comics,208 pagine
Massimo Giacon, di professione illustratore e a volte musicista, racconta cento concerti della sua vita, con aneddoti personali e corredati di illustrazioni, dal 1975 al 2021. C’è però un po’ di tutto, dai Ramones ai Kraftwerk a Pino Daniele a Nick Cave ai Nouvelle Vague a Young Signorino, e ne esce una bella storia musicale, anche se inevitabilmente prevalgono i gusti di Giacon, orientati alla new wave e la musica elettronica/industriale. Quasi sempre il contesto intorno al concerto ha anche qualcosa di interessante o curioso da dire, per la storia personale dell’autore o per qualcosa di speciale che è successo sul palco o intorno, e ne viene fuori un effetto “dai, ancora un concerto e poi lo mollo”. Non condivido molti dei gusti di Giacon e come illustratore mi piace fino a un certo punto, ma è stata una lettura davvero piacevole.

Postato il 22/09/2021


L'arte della statistica: Cosa ci insegnano i dati

di David Spiegelhalter

L'arte della statistica: Cosa ci insegnano i dati Einaudi,2019,320 pagine
Era un po’ che cercavo un buon libro di divulgazione sulla statistica, e complessivamente direi che ne ho trovato uno. Partendo da problemi concreti (“Quali categorie di passeggeri avevano maggiori probabilità di sopravvivere sul Titanic?”, “E’ vero che le persone più istruite si ammalano più di tumore al cervello?”, “Sono in aumento gli omicidi in UK?”) si viene condotti nei meandri della statistica introducendo argomenti a difficoltà crescente. Non conoscendo l’argomento non so dire se è un libro completo, ma è complessivamente ben spiegato. Ho solo trovato qualche passaggio chiave (ad esempio, l’introduzione al parametro “P”) un po’ frettoloso soprattutto rispetto all’importanza che riveste nel resto del libro, costringendomi dopo un po’ a tornare indietro. Forse c’entra anche la traduzione che non mi è parsa impeccabile. Il classico dilemma dei libri di matematica dovuto alla “paura delle formule” è risolto ficcandole tutte nelle note a fine libro.

Postato il 19/09/2021


Fantozzi

di Paolo Villaggio

Fantozzi Rizzoli,1971,184 pagine
Il limite di Fantozzi è la sua popolarità e sovraesposizione: tornando all’origine, ai raccontini scritti da Villaggio e pubblicati in rivista, si ha la sensazione che sia sempre la stessa roba già stravista, perdendo di vista quanto era rivoluzionaria, feroce e intelligente questa satira. E probabilmente è preziosissimo l’apparato di Stefano Bartezzaghi che, più che nell’introduzione non molto ispirata, fa un gran lavoro di analisi del linguaggio di Fantozzi e riscopriamo quanto sia entrato nel quotidiano. A parte questo, i racconti di Fantozzi si distinguono dai film per una vena surreale più marcata e che secondo me è stata ripresa da Benni, per la curiosa presenza di Fracchia che occupa il ruolo che ha Filini nei film (Filini è appena una comparsa) e nel complesso sono ancora più feroci. E tutto sommato, per quanto le gag siano stranote, si finisce sempre per ridere.
Nota:Villaggio non sa decidere se usare il presente o il passato, e a volte finisce per mescolarli nello stesso racconto.

Postato il 01/09/2021


Temponauti

di Franco Forte

Temponauti Mondadori,359 pagine
Incuriosito dall’idea di una raccolta a tema “viaggi nel tempo” di scrittori italiani, ho letto questo Urania, ma non son rimasto molto contento. Chiaramente in dodici racconti c’è roba buona e meno buona (i migliori? Davide De Boni, Clelia Farris, Leonardo Patrignani), ma complessivamente son rimasto colpito dalla povertà di idee, anche se spesso mascherata con una buona scrittura. In ben due racconti si coinvolge Hitler, che è il livello zero delle idee sui viaggi nel tempo, eppure sono racconti ben scritti e piacevoli. Nessuno ha azzardato qualche paradosso inedito, qualche angolatura particolarmente strana. Ci sono variazioni e spunti, vero, ma secondo me non è abbastanza.

Postato il 29/08/2021


L'anno che a Roma fu due volte Natale

di Roberto Venturini

L'anno che a Roma fu due volte Natale SEM,188 pagine
In realtà di Natale non ce n’è manco uno, ma a parte questo è un romanzino esilino, che ha il suo maggior merito nell’atmosfera dei perdenti del litorale laziale durante un freddo inverno, con una romanità di sponda di pescatori, piccoli criminali e gente che si arrangia, e un’affettuosa relazione con le celebrità tra cui Sandra&Raimondo che costituiscono il motore dell’azione. Però…la storia è piuttosto confusa, con motivazioni e azioni poco chiare, la vena pulp non è molto riuscita, i personaggi poco vividi, e soprattutto ci sono un sacco di citazioni pop/nostalgiche che non c’entrano niente e che ho trovato molto irritanti. Cose del tipo “Cambiò rapidamente colore come una Hot Wheel nell’acqua”. Zerocalcare e il Dr.Manhattan hanno fatto un sacco di danni!

Postato il 24/08/2021


The Terror

di Dan Simmons

The Terror Little, Brown and Company,2007,835 pagine
Che strana cosa, ripensando a The Terror mi vengono in mente innanzitutto difetti: troppo lungo (sfiora le 800 pagine!), un inizio faticosissimo, un finale poco soddisfacente, un cattivo troppo telefonato. Eppure questa epica nell’Artico, una rielaborazione narrativa di una storia reale già probabilmente efficacissima di per sè ma con qualche inserto fantastico, funziona bene. In particolare la parte centrale, quando l’equipaggio inizia a sfaldarsi sotto i colpi di qualsiasi cosa, è ben riuscita, si legge col fiato sospeso pur sapendo già, da elementi storici, come è andata a finire. Dan Simmons sa scrivere, ma forse per chi non ama le storie di esplorazioni polari è un po’ pesante.

Postato il 20/08/2021


Il pozzo dei soldati

di Simone Farè

Il pozzo dei soldati Mondadori,2021,218 pagine
Allora, premetto che il genere non è la mia coppa di tè, né in letteratura né al cinema, quindi potrei dire svarioni. Mi è abbastanza piaciuto, nel complesso. Sembra essere tutto “by the book”: l’ambientazione colombiana, il protagonista anonimo (di fatto e letterariamente), qualche bella donna (e una scena di sesso!), molte scene d’azione, dialoghi da uomini duri, anche una trama che gira intorno a una specie di McGuffin. Queste ultime due sono le cose più riuscite: dialoghi con battute fulminanti da film americano, e un’ottima padronanza dell’azione, cosa che in letteratura secondo me è assai difficile. D’altronde, ho faticato a seguire qualche snodo (ogni tanto son dovuto tornare indietro) e capire il senso di molti personaggi se non nell’economia di una serie (il team completo che compare all’improvviso, Coriolano, gli altri personaggi milanesi) e secondo me andavano unificati i personaggi di Angelito e Suerte in un solo, oppure dare più spazio a Suerte. Agisce un po’ come la scheggia impazzita, il “granello di sabbia negli ingranaggi”, quindi è fondamentale nella trama, ma compare pochissimo. La metafora del pozzo è tutto sommato ok, anche se forse alla lunga stanca un po'.

Postato il 14/08/2021


L'incanto di Urania. Venticinque secoli di esplorazione del cielo

di Massimo Capaccioli

L'incanto di Urania. Venticinque secoli di esplorazione del cielo Carocci,531 pagine
Storia dell’astronomia verbosa, colta, ben scritta e focalizzata sulle persone oltre che sulle idee e le scoperte. L’enfasi è sui primi secoli dei telescopi, quindi da Galileo fino all'800, con una trattazione dell’astronomia moderna forse un po’ sbrigativa, tanto che non si dà nemmeno notizia della scoperta di Plutone (se non mi è sfuggito)! Probabilmente la difficoltà della radioastronomia e dell’astrofisica moderna è stata reputata tale da necessitare una trattazione ad hoc. Si legge complessivamente con piacere, anche se la mancanza totale di illustrazioni pregiudica assai la comprensione delle geometrie dei telescopi, e ogni tanto l’autore si concede qualche digressione biografica di troppo a metà di spiegazioni scientifiche, cosa che fa perdere il filo.

Postato il 01/08/2021


L'ora del destino

di Victoria Shorr

L'ora del destino SEM,2019,285 pagine
Tre brevi biografie di donne sotto l’ombrello di “donne forti che hanno fatto scelte difficili”: Jane Austen, Mary Shelley e Giovanna d’Arco. La prima biografia, Austen, è la migliore: la più breve, la più intensa, quella anche scritta meglio. Su Mary Shelley si perde un po’ a sbrodolare poesia, ma trasmette abbastanza bene quanto fossero stronzi Shelley e Byron. Giovanna d’Arco è tremenda, un’apologia di una povera donna malata di mente trasformata in un’epopea retorica senza il minimo imbarazzo. Libro dimenticabile.

Postato il 19/07/2021