Un blog fuori tempo massimo

La letteratura nazista in America

di Roberto Bolaño

La letteratura nazista in America Adelphi,1996,250 pagine
Bolaño si cimenta col genere che nel cinema è chiamato “mockumentary”, inventando un mondo parallelo di scrittori americani filonazisti (anche se il termine è molto lato, include non solo i fascisti ma anche solo i nazionalisti, i razzisti, gli ultracattolici) di cui racconta vita e opere con un tono sottilmente sarcastico, e tanto realista che è spesso difficile che capire se tutta quella gente che cita è reale o inventata. Immagino che a conoscere bene la letteratura sudamericana del ‘900 e il contesto sociopolitico il libro sia più godibile, ma per me è stato un giochino, abbastanza divertente, ma per cui anche 200 pagine alla fine sono sembrate un po’ troppe.

Postato il 04/11/2021


La banda degli dei

di Barbara Fiorio

La banda degli dei Rizzoli,2021,346 pagine
L’autrice sostiene nella postfazione che non è facile inquadrare questo libro, se nella narrativa per adulti o per ragazzi. Io ho una mia opinione: è un libro per adulti scritto come se fosse un libro per ragazzi. Non è un difetto, è una feature: lo si legge con gran piacere, ricordando quei pomeriggi in bicicletta con gli amici con uno spirito molto più sincero di quello di Stranger Things, succedono un sacco di cose, i personaggi sono complessivamente ben costruiti (qualcuno più, qualcuno rimane più abbozzato), fa piacere che non ci siano superpoteri, ci si commuove anche qua e là, il ritmo è indiavolato e non molla mai un momento.
Ma i ragazzi non sono ragazzi, sono una proiezione di come sono i ragazzi secondo gli adulti, e il punto di vista degli adulti è spesso predominante; inoltre il focus del libro è “riscoprire quelle cose vecchie che in realtà sono così fighe”, dai miti greci al rock’n’roll (e tacerò, anzi non taccio sul fatto che sia riuscita a scrivere che “il latino apre la mente”, santa polenta), e a parte la presenza dell’occasionale smartphone il paese del 2021 è indistinguibile dallo stesso negli anni ‘80. Beh, forse è così.

Postato il 29/10/2021


Correre

di Jean Echenoz

Correre Adelphi,2008,148 pagine
Delizioso librino su Emil Zàpotek, celebre e fortissimo corridore sulla lunga distanza cecoslovacco attivo nel dopoguerra. La scrittura di Echenoz è leggera, ironica, colma di ammirazione che non sconfina mai nell’adorazione, e riesce a trasmettere bene il carattere di Emil, quest’omino ostinato e un po’ ingenuo che sembra quasi sempre coinvolto in cose più grandi di lui. Ma non solo: lo sfondo storico, dall’occupazione tedesca al periodo più terribilmente stalinista fino a Dubcek e quello che segue, a volte torna protagonista, nella sua cupezza e follia, fino a un finale amaro ma realista. 130 pagine agili, si legge in un attimo, consigliatissimo.

Postato il 17/10/2021


Gli interessi in comune

di Vanni Santoni

Gli interessi in comune Feltrinelli,2008,272 pagine
In qualche modo un “Trainspotting” ambientato in Valdarno tra il 1995 e il 2006, con protagonisti un gruppo di ragazzi che provano pressoché ogni tipo di droga, con particolare passione per quelle sintetiche. Un capitolo per sostanza psicotropa, seguendo un decennio di questo gruppo di amici che si perde e (a volte) si ritrova. Non si parla di disagio sociale, si parla del vuoto di ragazzi che non sanno cosa fare della propria vita, e che provano a riempirlo ammazzandosi di canne, cazzeggiando al bar, sperimentando sostanze e giocando a Magic (!). C’è molta amarezza, ma Santoni scrive bene e si finisce per affezionarsi un po’ a questi disgraziati.

Postato il 13/10/2021


Queste verità. Una storia degli Stati Uniti d'America

di Jill Lepore

Queste verità. Una storia degli Stati Uniti d'America Rizzoli,2018,976 pagine
Monumentale storia degli Stati Uniti d’America (1000 pagine con le note), sceglie un approccio leggermente differente dai comuni libri di storia: trascura pressoché totalmente la storia militare, sorvola senza approfondire sulla storia del costume, e si concentra sulla storia politica, sulle idee, i movimenti, le persone che hanno costituito la storia degli Stati Uniti, dando particolare enfasi agli aspetti di emancipazione razziale e di genere. Questo approccio rende la lettura potenzialmente molto interessante, ma non l’ho trovato scritto molto bene. La scrittura è faticosa, e Lepore spesso si perde nei dettagli (uh, quanti dettagli!) e i punti veramente importanti a volte sono sepolti in mezzo a informazioni secondarie.
In generale, fino al ‘900 l’analisi mi è sembrata lucida e puntuale, l’ultimo secolo e rotti invece mi è parsa troppo cauta, troppo timorosa di esprimere un giudizio, con un’eccezione: le invettive contro i principali responsabili, a parere di Lepore, delle disgrazie americane: i sondaggi e i computer (questi ultimi già dagli anni ‘40!). E tutto questo dopo aver indicato a chiare lettere come lo schiavismo prima, poi il segregazionismo e infine il razzismo siano stati endemici non solo nella società, ma anche nella struttura della nazione.

Postato il 07/10/2021


Masticando km di rumore

di Massimo Giacon

Masticando km di rumore Feltrinelli Comics,208 pagine
Massimo Giacon, di professione illustratore e a volte musicista, racconta cento concerti della sua vita, con aneddoti personali e corredati di illustrazioni, dal 1975 al 2021. C’è però un po’ di tutto, dai Ramones ai Kraftwerk a Pino Daniele a Nick Cave ai Nouvelle Vague a Young Signorino, e ne esce una bella storia musicale, anche se inevitabilmente prevalgono i gusti di Giacon, orientati alla new wave e la musica elettronica/industriale. Quasi sempre il contesto intorno al concerto ha anche qualcosa di interessante o curioso da dire, per la storia personale dell’autore o per qualcosa di speciale che è successo sul palco o intorno, e ne viene fuori un effetto “dai, ancora un concerto e poi lo mollo”. Non condivido molti dei gusti di Giacon e come illustratore mi piace fino a un certo punto, ma è stata una lettura davvero piacevole.

Postato il 22/09/2021


L'arte della statistica: Cosa ci insegnano i dati

di David Spiegelhalter

L'arte della statistica: Cosa ci insegnano i dati Einaudi,2019,320 pagine
Era un po’ che cercavo un buon libro di divulgazione sulla statistica, e complessivamente direi che ne ho trovato uno. Partendo da problemi concreti (“Quali categorie di passeggeri avevano maggiori probabilità di sopravvivere sul Titanic?”, “E’ vero che le persone più istruite si ammalano più di tumore al cervello?”, “Sono in aumento gli omicidi in UK?”) si viene condotti nei meandri della statistica introducendo argomenti a difficoltà crescente. Non conoscendo l’argomento non so dire se è un libro completo, ma è complessivamente ben spiegato. Ho solo trovato qualche passaggio chiave (ad esempio, l’introduzione al parametro “P”) un po’ frettoloso soprattutto rispetto all’importanza che riveste nel resto del libro, costringendomi dopo un po’ a tornare indietro. Forse c’entra anche la traduzione che non mi è parsa impeccabile. Il classico dilemma dei libri di matematica dovuto alla “paura delle formule” è risolto ficcandole tutte nelle note a fine libro.

Postato il 19/09/2021


Fantozzi

di Paolo Villaggio

Fantozzi Rizzoli,1971,184 pagine
Il limite di Fantozzi è la sua popolarità e sovraesposizione: tornando all’origine, ai raccontini scritti da Villaggio e pubblicati in rivista, si ha la sensazione che sia sempre la stessa roba già stravista, perdendo di vista quanto era rivoluzionaria, feroce e intelligente questa satira. E probabilmente è preziosissimo l’apparato di Stefano Bartezzaghi che, più che nell’introduzione non molto ispirata, fa un gran lavoro di analisi del linguaggio di Fantozzi e riscopriamo quanto sia entrato nel quotidiano. A parte questo, i racconti di Fantozzi si distinguono dai film per una vena surreale più marcata e che secondo me è stata ripresa da Benni, per la curiosa presenza di Fracchia che occupa il ruolo che ha Filini nei film (Filini è appena una comparsa) e nel complesso sono ancora più feroci. E tutto sommato, per quanto le gag siano stranote, si finisce sempre per ridere.
Nota:Villaggio non sa decidere se usare il presente o il passato, e a volte finisce per mescolarli nello stesso racconto.

Postato il 01/09/2021


Temponauti

di Franco Forte

Temponauti Mondadori,359 pagine
Incuriosito dall’idea di una raccolta a tema “viaggi nel tempo” di scrittori italiani, ho letto questo Urania, ma non son rimasto molto contento. Chiaramente in dodici racconti c’è roba buona e meno buona (i migliori? Davide De Boni, Clelia Farris, Leonardo Patrignani), ma complessivamente son rimasto colpito dalla povertà di idee, anche se spesso mascherata con una buona scrittura. In ben due racconti si coinvolge Hitler, che è il livello zero delle idee sui viaggi nel tempo, eppure sono racconti ben scritti e piacevoli. Nessuno ha azzardato qualche paradosso inedito, qualche angolatura particolarmente strana. Ci sono variazioni e spunti, vero, ma secondo me non è abbastanza.

Postato il 29/08/2021


L'anno che a Roma fu due volte Natale

di Roberto Venturini

L'anno che a Roma fu due volte Natale SEM,188 pagine
In realtà di Natale non ce n’è manco uno, ma a parte questo è un romanzino esilino, che ha il suo maggior merito nell’atmosfera dei perdenti del litorale laziale durante un freddo inverno, con una romanità di sponda di pescatori, piccoli criminali e gente che si arrangia, e un’affettuosa relazione con le celebrità tra cui Sandra&Raimondo che costituiscono il motore dell’azione. Però…la storia è piuttosto confusa, con motivazioni e azioni poco chiare, la vena pulp non è molto riuscita, i personaggi poco vividi, e soprattutto ci sono un sacco di citazioni pop/nostalgiche che non c’entrano niente e che ho trovato molto irritanti. Cose del tipo “Cambiò rapidamente colore come una Hot Wheel nell’acqua”. Zerocalcare e il Dr.Manhattan hanno fatto un sacco di danni!

Postato il 24/08/2021