Un blog fuori tempo massimo

Koh-i-Nur. La storia del diamante più famigerato del mondo

di William Dalrymple

Koh-i-Nur. La storia del diamante più famigerato del mondo Adelphi edizioni,2016,253 pagine
Alla fine il Koh-i-Nur è un grosso McGuffin per parlare di una pagina di storia poco nota dalle nostre parti, cioè l’India dal ‘600 all ‘800 e i suoi rapporti con l’Inghilterra vittoriana. Ne risulta una storia piuttosto confusa nella prima parte, che vomita al lettore una serie infinita di nomi che compaiono e scompaiono nel giro di due pagine, e solo con la parte di Rajih Singh inizia a essere più solida e scorrevole. Tutto sommato mi aspettavo un po’ di più.

Postato il 24/05/2021


La pazienza del diavolo (La trilogia del Grande Buio #1)

di Roberto Cimpanelli

La pazienza del diavolo (La trilogia del Grande Buio #1) Marsilio,440 pagine
Thriller all’americana, a suon di serial killer, misteri e supposti colpi di scena (dico “supposti” perché li ho anticipati quasi tutti), ambientato in una Roma ben raffigurata. Si vede che c’è dietro amore per questa città. Ho trovato poco riuscita la rappresentazione dei personaggi, che voleva essere approfondita ma che mi è parsa tutto sommato goffa. Si legge abbastanza rapidamente, è scorrevole e ben strutturato, altrettanto rapidamente lo dimenticherò.

Postato il 16/05/2021


Cosa pensavi di fare?: Romanzo a bivi per umanisti sul lastrico

di Carlo Mazza Galanti

Cosa pensavi di fare?: Romanzo a bivi per umanisti sul lastrico Il Saggiatore,149 pagine
Ho letto questo libro perché mi interessava soprattutto il tentativo di fare letteratura con le “storie a bivi” che nella loro forma più primitiva abbiamo visto in Topolino già da decenni e che si erano evolute negli assai più sofisticati libri-game.
Le varie ramificazioni di Galanti sono in generale molto cupe, e l’uso della seconda persona è un espediente valido per mettere il lettore di fronte alla povertà morale di quasi tutte le situazioni. Gli sprazzi di serenità sono molto pochi, domina l’inquietudine. Questo è forse il maggior merito del libro, la voglia di vedere se un altro finale è meno deprimente del precedente. Quasi mai lo è.
Dal punto di vista strutturale (del “game design”) il libro è piuttosto scarso: pochi bivi, pochissimi incroci tra le varie scelte (è quasi un albero, più che un grafo), ed è evidente l’interesse dell’autore ad alcune tematiche rispetto ad altre. Ad esempio - piccolo spoiler - all’inizio puoi scegliere se fare medicina o filosofia all’università, ma se scegli medicina il libro termina subito; simile è il chiaro interesse dell’autore di esplorare relazioni amorose diverse dalla solita “noiosa” coppia fissa. Inoltre il libro è strutturato in tre sezioni, Lavoro, Amore e Vita, ognuna dei quali è un libro-game indipendente; segno, probabilmente, della difficoltà a gestire strutture complesse da parte dell’autore.
In sostanza, riconosco al libro il merito del tentativo di usare un gimmick per esprimere la visione dell’autore sul mondo, ma complessivamente non posso dire sia un libro riuscito.

Postato il 07/05/2021


Il cimitero di Praga

di Umberto Eco

Il cimitero di Praga Bompiani,2010,523 pagine
Un po’ prolisso e con espedienti narrativi a dir poco discutibili, però è divertente per lo spirito feuilletton e per la solita valanga di citazioni colte buttate lì. Ma se volete una storia dei Protocolli dei Savi di Sion, leggetevi Will Eisner. :)

Postato il 05/05/2021


Il dilemma dell'onnivoro

di Michael Pollan

Il dilemma dell'onnivoro Adelphi,2006,487 pagine
Devo dire di essermi avvicinato un po’ dubbioso a questo libro, in quanto lo immaginavo della categoria “vegani abbraccia-alberi che vogliono farti sentire in colpa se mangi il pollo”. Tutt’altro: Pollan compie una lucidissima analisi del nostro rapporto con l’alimentazione, toccando argomenti come l’industria del cibo capitalistica più agghiacciante, le fattorie bucoliche, la caccia, la raccolta, la filosofia del vegetarianesimo e del veganesimo. Non dà molte risposte, tanto che alla fine mi è rimasta l’impressione di “non c’è soluzione”, ma fornisce tantissimi elementi di riflessione. E’ un libro che consiglio pienamente.

Postato il 05/05/2021


Vivere mille vite: Storia familiare dei videogiochi

di Lorenzo Fantoni

Vivere mille vite: Storia familiare dei videogiochi effequ,288 pagine
Un mio piccolo pallino è la storia dei videogiochi, quindi non mi son lasciato sfuggire questo libro uscito da poco. E’ un libro breve, meno di trecento pagine, e ha la pretesa di trattare tutto, quindi è inevitabilmente lacunoso e a tratti superficiale, ma ha diversi meriti: innanzitutto è molto aggiornato, è il primo libro che trovo che tratta di Fortnite, Minecraft e del Gamersgate; è un libro italiano e come tale dà una certa importanza alla realtà a noi più nota, senza passare centotrenta pagine su Pong o mezzo libro sulla Crisi dei Videogame (che da noi non si è lontanamente vista) ma divagando un po’ sui cabinati nei bar o nella fauna da Sala Giochi; tratta argomenti importanti ma meno consueti come i giochi sandbox o i walking simulator o i giochi di calcio. La storia è “familiare” perché Fantoni parla della sua esperienza diretta, che ha molto a che vedere con suo padre defunto, e anche se spesso sembra di leggere il Dr. Manhattan (nel bene e nel male), alla fine riesce a farci volere un po’ bene a questo papà un po’ strano e appassionato di videogiochi a modo suo.
Un’ultima cosa rilevante è che si tratta del primo libro che leggo che usa la “scwha” ( ə ) per indicare entrambi i generi. Ho la sensazione che sia stato aggiunto a posteriori e che spesso sia stato dimenticato, e certe espressioni mi suonano proprio male (“giocatorə” per “giocatori e giocatrici” riverbera il maschile, non è esattamente neutro), ma è sempre meglio dell’asterisco. Però in qualche modo è un’enfasi (ogni volta che compare il simbolo ci si ricorda che anche le donne sono incluse), e tutto sommato l’ho trovato efficace.

Postato il 18/04/2021


Lolita

di Vladimir Nabokov

Lolita Adelphi,1955,408 pagine
A furia di leggere letteratura di consumo, ogni tanto ci si dimentica cosa vuol dire un libro scritto proprio bene. Nonostante sia stato steso in una lingua acquisita dall’autore, e nonostante la traduzione (peraltro ottima, di Giulia Arborio Mella), la lettura di Lolita è innanzitutto un piacere estetico letterario, per il gusto dell’invenzione, della danza delle parole, di un barocchismo studiato con un’attenzione che evita con grazia di cadere nel ridicolo. E poi il tono ironico, il modo leggero in cui vengono trattati gli abissi della perversione è da un lato disturbante, ma dall’altro è difficile pensare un modo diverso per farlo. Libro indispensabile.

Postato il 11/04/2021


L'ordine nascosto. La vita segreta dei funghi

di Merlin Sheldrake

L'ordine nascosto. La vita segreta dei funghi Marsilio,2020,384 pagine
Non so quanto voi sappiate dei funghi. Io ho scoperto che non sapevo pressoché nulla, e ho imparato davvero un sacco di cose su questo mondo, su quanto sia importante per l’ambiente, quante risorse e intelligenza abbiano i nostri amici cappelluti e non, e che risorse siano per risolvere un sacco di problemi. E’ stato davvero affascinante. Quello per cui non consiglio il libro a testa bassa è il fatto che non è scritto molto bene, spesso si ripete, procede in modo disordinato e inizia in medias res senza prendersi manco mezzo paragrafo su anatomia, fisiologia e ciclo di vita dei funghi, cosa che lascia un po’ spiazzati per chi arriva impreparato. Se però siete a digiuni di licheni, tartufi, funghetti magici e wood wide web vi si aprirà un mondo.

Postato il 30/03/2021


Tutti i racconti

di Kurt Vonnegut Jr.

Tutti i racconti Bompiani,2017,1431 pagine
Uno dei volumi più imponenti che abbia letto in vita mia (1430 pagine), ci ho messo infatti un sacco di tempo…per la precisione, da luglio 2019! Avevo iniziato questo libro durante un lungo ricovero ospedaliero, ma per qualche ragione, forse semplicemente per la scomodità del volume, l’avevo mollato dopo 300 pagine, e poi è rimasto lì in attesa un anno e mezzo. A dicembre 2020 ho pensato che poteva essere un ottimo libro “da colazione”, e in effetti questi racconti da circa 15 pagine sono perfetti per i 15-20’ di colazione con calma che mi prendo la mattina: li inizio e li finisco, ogni tanto magari ne leggo anche due, cia’. E alla fine l’ho terminato.
Ma come sono questi racconti di Vonnegut? Sono tutti racconti giovanili. Quando ha iniziato a scrivere romanzi, ha smesso coi racconti, quindi si tratta di roba anni ‘50 e ‘60 pubblicata su riviste che pagavano un tanto al chilo. Il curatore li ha divisi per tema: amore, futuro, etica del lavoro, guerra etc.; sappia il lettore interessato che il curatore spoilera i racconti uno per uno nelle introduzioni a ogni sezione, quindi leggetele dopo i racconti. E la qualità è abbastanza varia, ci sono guizzi più acuti, opere medie e altre piuttosto svogliate e inconcludenti. Le perle sono davvero poche, molti riprendono temi simili e si evidenzia la totale incapacità di Kurt di scrivere personaggi femminili (lo dice egli stesso), ma uno stomaco affamato di Vonnegut gioirà nel ritrovare sprazzi del suo spirito, della sua ironia, della sua visione del mondo. Questi tre mesi di colazioni sono stati decisamente allietati da questi racconti, erano davvero un bel modo per iniziare la giornata.

Postato il 24/03/2021


Sorsi: Come farsi una cultura alcolica

di Marco Scardigli

Sorsi: Come farsi una cultura alcolica Interlinea,110 pagine
Libretto di un centinaio di pagine, si legge in un paio d’ore (e infatti l’ho letto oggi in sala d’aspetto), regalo natalizio di un amico. Si tratta di un adattamento di uno spettacolo teatrale a tema alcool, in cui si esplora con fare scherzoso l’influsso dell’alcool (e in particolare del vino) nella nostra cultura, con un diluvio di citazioni alte e basse, da Beetle Bailey alla Bibbia. Libro grazioso, l’ho letto volentieri, ma probabilmente rende meglio a teatro. Si vede a tratti che si presume una messa in scena.

Postato il 15/03/2021