Sperling & Kupfer,463 pagine
I due autori sono principalmente registi cinematografici, noti per il buon “A classic horror story”, e si vede. Il libro, un horror per ragazzi imparentato col genere dark academia, appare come una sceneggiatura rimaneggiata: molte scene brevi, battute rapide e fulminanti, atmosfere sontuosamente descritte, attenzione ai gesti dei personaggi. Anche la storia ha qualcosa di assimilabile al film citato: una sorta di folk horror, un’applicazione degli stilemi del genere al contesto italiano. Non più la Calabria selvaggia, ma un nord di montagna mai così repellente. E però è un romanzo, non una sceneggiatura, e questo tipo di scrittura mi è parso faticoso e poco incisivo: non aiuta il fatto che il libro ci mette davvero tanto a decollare, e che il finale è kinghianamente moscio.
Forse da ragazzo ne sarei andato pazzo, oggi sicuramente no.
Feltrinelli,1827,688 pagine
Dopo il simulatore di avvocato appassionante e divertente, un simulatore di trasloco tenero e rilassante. È un piacere imparare a conoscere la protagonista che trasloca, vivere insieme a lei successi, evoluzioni e fallimenti. Un piccolo gioco che merita il successo che ha avuto.