Un blog fuori tempo massimo

In Waves

di Phuong Mai Nguyen (2026)

In Waves Poster

Il riassunto A Los Angeles, AJ, un adolescente timido, incontra Kristen. Lei vive per il surf; lui ama lo skateboard e il disegno. Si innamorano perdutamente e un futuro felice sembra a portata di mano. Ma tutto cambia quando Kristen viene colpita da una malattia improvvisa. Insieme affrontano le avversità, sostenuti dalla forza del loro amore, dai loro amici e dalla passione che hanno appena scoperto di condividere per il surf e l’oceano. Imdb

Il commento Presentato come un film sul surf tratto da un fumetto autobiografico, si rivela ben presto un “malattia movie”, con tutto quello che ne consegue. Se è un film esteticamente bellissimo e anche ben diretto, fallisce però dal punto di vista emotivo, cercando come è normale in questi film di far piangere, ma senza effetto. Ne risulta un film piacevole nelle singole scene, ma piuttosto noioso nel suo complesso.

Postato il 22/06/2026


Backrooms

di Kane Parsons (2026)

Backrooms Poster

You are not supposed to be here.

Il riassunto Nel seminterrato di uno showroom di mobili compare una strana porta. Imdb

Il commento Uno degli horror di successo della prima metà del 2026, è in realtà più che altro un thriller con molte scene inquietanti. Da bravo film A24, a tratti si ferma per ricordarci che è “elevated”. La storia dei “glitch da videogiochi” nel mondo reale in effetti si sposa piuttosto bene con l’interpretazione psicoanalitica che viene data, ma la parte migliore del film sono le stanze assurde, perfettamente inquietanti nella loro quasi normalità, dove quel “quasi” è la chiave del disagio che emanano. Certo, è poco per costruirci un film, quindi è corretto che ci siano altri elementi, e va anche detto che la trama è costruita, sviluppata e conclusa per bene, con solo qualche lungaggine eccessiva all’inizio e un paio di personaggi superflui. Però, sinceramente, mi aspettavo di più.

Postato il 21/06/2026


Due spicci - stagione 1

di Zerocalcare (2026)

Due spicci Poster

La serie Quando il suo amico Cinghiale finisce nei guai con la criminalità organizzata, Zero e la banda si uniscono per salvarlo, pur riuscendo a malapena a gestire le proprie vite. Imdb

Il commento La terza e più grossa e ambiziosa serie di Zerocalcare secondo me è riuscita solo in parte. Innanzitutto, a livello produttivo, di animazine, registico, musicale, è nettamente superiore alle precedenti. Il successo genera budget, e si vede. Trovo anche che l’autore abbia fatto un buon lavoro nell’introdurre una grande quantità di temi che gli stanno a cuore, riuscendo complessivamente a dedicarvi il giusto spazio, con un focus particolare su “diventare adulti” (e però il dialogo con la mamma su “essere felici” è probabilmente la scena migliore). Quello che per me non ha proprio funzionato è la parte crime, un intreccio cervellotico che proprio non sta in piedi, che ha qualche colpo di scena piuttosto telefonato ma soprattutto lascia molto perplessi. Davvero non si prende nemmeno in considerazione l’idea di coinvolgere le istituzioni come soluzione? Non è che si dice “non serve a niente”, proprio non se ne parla. Questo getta un’ombra di fastidio su tutta la visione, per quanto mi riguarda.

Postato il 18/06/2026


Disclosure Day

di Steven Spielberg (2026)

Disclosure Day Poster

We deserve to know.

Il riassunto Un esperto di sicurezza informatica diventa un informatore dopo aver scoperto segreti sugli alieni, finendo così per essere braccato da una multinazionale. Nel frattempo, una meteorologa che sta vivendo strani fenomeni unisce le forze con lui per dimostrare che esiste vita al di là della nostra comprensione. Imdb

Il commento Il nuovo film di alieni di Steven Spielberg è…beh, a tratti molto simile ai vecchi film di alieni di Steven Spielberg. Le creature sono pressoché le stesse di “Incontri ravvicinati” e, come in questo film ma anche in ET, hanno modi per comunicare e in qualche modo invadere la mente degli umani. Quello che è stato aggiornato è il rapporto col complottismo, che viene abbracciato con affetto in una sorte di “I want to believe” e in cui più o meno tutte le leggende sugli UFO risultano vere, e l’integrazione coi social media. C’è anche un discorso, potenzialmente molto interessante, sul rapporto tra fede ed extraterrestri, che però trovo che sia stato lasciato piuttosto monco dopo essere stato introdotto. Ciononostante, e il fatto di essere una trama a tratti esile e con alcuni passaggi narrativi piuttosto forzati, è un film girato benissimo, da uno Spielberg che con gli anni diventa sempre più bravo, con scene d’azione (superflue!) mozzafiato, con tante piccole invenzioni. Non lo ricorderemo come il suo capolavoro, ma sicuramente il regista americano sta invecchiando bene.

Postato il 15/06/2026


La storia di un matrimonio

di Andrew Sean Greer

La storia di un matrimonio Adelphi,2008,224 pagine
Il titolo di questo libro ricorda il recente film quasi omonimo, oppure le “scene di un matrimonio “di Bergman, ma si tratta di qualcosa di completamente diverso. Niente coppie che litigano, ma nell’America del 1953, dal passato del marito torna una figura che si introduce nella relazione, con sviluppi imprevedibili.
La quarta di copertina cita Egdard Allan Poe come paragone per questo romanzo, per la tensione e per i colpi di scena che si susseguono. Colpi di scena ce ne sono, eccome, ma “La storia di un matrimonio” ha uno stile completamente diverso dalle opere dello scrittore ottocentesco. L’io narrante è la moglie della coppia, e il tono è molto dimesso anche se combattivo, e durante la narrazione emerge il fatto che questo matrimonio è un mezzo per parlare non solo della società americana in quel periodo con le sue contraddizioni e le sue ipocrisie, ma soprattutto per parlare di come la guerra, e soprattutto la leva, influenza le persone e le famiglie. Questo argomento diventa così esplicito che a un certo punto è la narratrice stessa ad ammetterne la centralità.
Succedono molte cose in questo libro e ci sono molti capovolgimenti inaspettati, ma curiosamente il tono è tale per cui il libro ha uno svolgimento tranquillo, quasi sonnolento. Probabilmente è la cosa più affascinante di questa lettura.

Postato il 13/06/2026


Rooster - stagione 1

di Bill Lawrence, Matt Tarses (2026)

Rooster Poster

He’s here to learn.

La serie In un campus universitario, uno scrittore affronta una relazione complicata con sua figlia. Imdb

Il commento Ah, che deliziosa questa nuova serie di Bill Lawrence con uno splendido Steve Carrell. Con l’originalità di vedere il mondo del college dal lato del corpo docente e non degli studenti (che però esistono eccome) riesce a costruire una storia tenera, divertente e stralunata. Una bella sorpresa.

Postato il 07/06/2026


Dracula

di Bram Stoker

Dracula eBook,1897,488 pagine
Leggere Dracula nel 2026 significa non tanto scoprire la trama o verificare quanto è stato aggiunto in seguito, ma soprattutto recuperare quanto è stato perso nelle varie trasposizioni cinematografiche. Quello che si nota immediatamente è la struttura da romanzo epistolare/diario, che ovviamente in fase di sceneggiatura viene rimossa. Avevo letto che questo è quello che rende il romanzo di Stoker più invecchiato e faticoso, ma dissento. La pluralità di punti di vista che si insersecano dona vivacità alla narrazione, ed è anche una discreta prova di bravura per lo scrittore. È tuttavia innegabile che questo meccanismo si inceppi nelle scene d’azione, che raccontate a posteriori perdono di vigore e, soprattutto, di plausibilità. Un altro elemento visto poco è l’apparente contrapposizione tra il mondo della scienza e quello della fede/magia: Dracula viene sconfitto tramite l’ingegno umano e la tecnologia, quest’ultima usata soprattutto in modo indiretto (la stenografia e i magnetofoni per redigere i diari, che saranno preziosi per scoprire i piani del vampiro; i mezzi di trasporto per batterlo sul tempo). E però la scienza arriva fino a un certo punto, per sconfiggere il vampiro alla fine serve la fede e attingere alla superstizione come fonte di conoscenza. Trovo che quest’ammissione di limitatezza della scienza, o meglio, la consapevolezza che c’è ancora moltissimo da scoprire, sia molto interessante.
Il lavoro sui personaggi di Stoker è invece più limitato. Sono molto piatti e sostanzialmente sovrapponibili a parte per il loro mestiere, e le donne sono presentate come deboli, piagnone e bisognose di protezione; quando poi, nel caso di Mina, prendono l’iniziativa e diventano parte dell’azione, vengono descritte in termini maschili (“È intelligente come un uomo” - sic). L’autore è un inglese tardovittoriano, non è che si può pretendere molto di più. E, a questo proposito, a tratti la scrittura esagera nella svenevolezza e nel barocchismo delle descrizioni, e a volte la lettura diventa faticosa, soprattutto verso metà del libro quando la trama rallenta molto. Non ci si faccia comunque frenare da questo, ho trovato nel complesso Dracula un romanzo moderno e leggibilissimo, e in alcune parti più horror strappa persino qualche brividino.
Due note per concludere: Stoker è un fan della corruzione. Ho perso il conto delle volte in cui si compiace di come qualche moneta nelle mani giuste possa aprire le porte giuste. Secondo, avevo letto da qualche parte da qualche furbacchione che in tutto il romanzo non si usa mai la parola “vampiro”. Non solo si usa spesso, ma si trova anche “wampyr” e addirittura “nosferatu”. Stoker aveva fatto le sue ricerche.

Postato il 05/06/2026


L'isola pianeta e altri settentrioni

di Giorgio Manganelli

L'isola pianeta e altri settentrioni Adelphi,2006,321 pagine
La cosa più affascinante di questa raccolta di brevi reportage di viaggio in Nord Europa è il fatto che siano stati svolti tra il 1971 e il 1989, e quindi si possa gustare una visione di quelle regioni profondamente diversa dai nostri tempi, diciamo dai voli low-cost in poi fino all’overtourism dell’Islanda. Quest’ultima, che dà il titolo alla raccolta, è sicuramente la regione che ha più affascinato l’autore, che non nasconde la sua meraviglia per questa terra remota, solitaria, magica, severa e inaccessibile. Alcuni di questi aggettivi valgono ancora oggi: non tutti. E ci sono molti altri segni dei decenni passati: la Finlandia che era non ostile, quasi in simbiosi, con l’Unione Sovietica; la Norvegia ancora nazione più di pescatori che di ricchi di petrolio; le Faer Øer dove si pescavano le balene e in cui era vietato l’alcool ai turisti; la Germania che non era ancora completamente ricostruita dopo la guerra e che era ancora divisa. Ma soprattutto mi ha colpito il fatto che, ogni volta che si parla di Copenhagen, Manganelli si riferisca come a una città permissiva, godereccia, in qualche modo corrotta. Alla sua prima visita, tappa verso l’Islanda, la detesta, alla seconda la scopre meglio e la apprezza, ma il giudizio morale rimane. Ho poi scoperto il perché: la Danimarca è stata il primo paese a depenalizzare la pornografia, e Copenhagen negli anni ‘70 aveva quest’aura di “città del peccato” che oggi, in parte, diamo ad Amsterdam.
Al di là del distacco temporale, Manganelli scrive molto bene, e i suoi raccontini di viaggio sono spesso incisivi. A tratti fa proprio il turista e indugia un po’ troppo sulle architetture, altre volte crea ponti tra le opere degli scrittori vissuti in una città e le città stesse, non sempre a proposito. Il meglio lo dà quando indaga l’anima dei luoghi che visita attraverso le persone e l’atmosfera generale che si respira. E questa, secondo me, è la vera essenza dei viaggi.

Postato il 26/05/2026


Amarga Navidad

di Pedro Almodóvar (2026)

Amarga Navidad Poster

You’re confusing fiction with reality.

Il riassunto Dopo la morte della madre, avvenuta a dicembre, la regista pubblicitaria Elsa si immerge nel lavoro per superare la crisi. Quando un attacco di panico la costringe a prendersi una pausa, decide di andare a Lanzarote con la sua amica Patricia. La storia di queste donne scorre parallela a quella di uno sceneggiatore e di un regista, esplorando come la vita e la finzione siano indissolubilmente legate, a volte in modo doloroso. Imdb

Il commento L’aggettivo più calzante per questo film è sicuramente “coraggioso”. Armaga Navidad, per quasi tutto il film, è un mediocre film di Almodovar. Ci sono tutti i suoi stilemi e pallini: la rappresentazione del cinema e della pubblicità, più piani narrativi e temporali, la solidarietà femminile, una splendida Madrid sullo sfondo, il melodramma, una grande cura per gli ambienti, le canzoni che hanno anche un valore narrativo, alcune riprese così belle da mozzare il fiato. Però tutto al servizio di una storia che ha un sacco di difetti e semplicemente non sta in piedi…finché, a venti minuti dalla fine, ci si rende conto che il regista ne è perfettamente conscio, e ha rifilato un film mediocre per raccontare qualcosa su se stesso e la sua arte. La cosa è senza dubbio affascinante e meritevole di plauso. Rimangono però cento minuti di film che sembrano quasi una cattiva imitazione di Almodovar.

Postato il 22/05/2026


That '70s Show - stagione 5

di Mark Brazill, Bonnie Turner, Terry Turner (1998)

That '70s Show Poster

Be groovy… be very groovy!

La serie Accendete l'8 tracce e tornate indietro nel tempo, quando le scarpe con la zeppa e le conchiglie puka erano di gran moda, in questa esilarante retro-sitcom. Per Eric, Kelso, Jackie, Hyde, Donna e Fez, un gruppo di adolescenti liceali che trascorrono la maggior parte del tempo nello scantinato di Eric, la vita negli anni ‘70 non è sempre così bella. Ma tra il tentativo di capire il senso della vita, l’evitare i genitori e l’avere a che fare con ormoni fuori controllo, hanno imparato una cosa per certo: se la caveranno sempre con un piccolo aiuto da parte dei loro amici. Imdb

Il commento La famosa stagione in cui il titolo di ogni episodio è una canzone dei Led Zeppelin, trovo che pur rimescolando un po’ gli amorazzi del gruppo la serie non perda ancora smalto. Me la sono ancora assai goduta.

Postato il 22/05/2026