Un blog fuori tempo massimo

The Morning Show - stagione 1

di Jay Carson (The Morning Show, 2019)

The Morning Show - stagione 1 Poster

Change is on the air.

Il riassunto A behind-the-scenes look at the lives of the people who help America wake up in the morning, exploring the unique challenges faced by the men and women who carry out this daily televised ritual. Imdb

Il commento Colpa mia che mi aspettavo una versione di The Newsroom, ma questa serie in cui tutti sono persone orribili, meschine, vigliacche ognuno a modo suo mi ha dato proprio repulsione. Nonostante un bel cast, quando arrivato al quinto episodio ho iniziato a fare il countdown per la fine della stagione, mi sono arreso e ho deciso che non fa per me. A parte la totale mancanza di empatia coi personaggi, mi è parsa anche scritta così così e davvero troppo moscetta.

Postato il 06/02/2026


Non hanno un amico - Lo schianto

Podcast di Luca Bizzarri

Non hanno un amico “Non hanno un amico” è il podcast quotidiano di Luca Bizzarri, attivo ormai da tempo, con alti e bassi. Di recente, diciamocelo, più bassi, Bizzarri sembra insistere sempre sugli stessi temi (il narcisismo di chi sta sui social soprattutto) con un livore che va oltre l’intento satirico del podcast e con una certa ripetitività.
A sorpresa, però, a fine gennaio son stati pubblicati tre episodi lunghi su un argomento meno di attualità: la storia di Enzo Tortora presunto camorrista. Lo spunto, evidentemente, nasce dal fatto che sta per uscire la serie di Bellocchio e quindi la storia è tornata di moda, ma ascoltandolo si capisce che è qualcosa che sta molto a cuore a Bizzarri. Il racconto parla di Tortora come uomo, della sua carriera televisiva e il suo successo fino al patatrac, e da lì le vicende giudiziarie, la carriera politica di Tortora e tutte le conseguenze della sua vicenda. La narrazione è tutt’altro che neutra, è proprio arrabbiata nei confronti di un sistema che ha permesso un errore giudiziario di questa portata: i magistrati incapaci o talmente con la testa nel culo da non voler ammettere i propri errori; i camorristi spietati, che avendo visto un appiglio ci si sono buttati, forse anche per meschine ragioni personali; i giornalisti, iene che non hanno pietà e non hanno nessun dubbio sulla colpevolezza del presentatore e infieriscono su di lui e la sua famiglia. Ma, a parte questo, il messaggio che trasmette, anche attraverso le parole di Tortora stesso, è di preoccupazione: “È capitato a me, potrebbe capitare anche a voi”. La giustizia è fatto di esseri umani, e gli esseri umani sono fallaci. Ma a volte, per malafede, incompetenza o sciateria, accade l’impensabile. Il podcast insiste molto su questi temi, anche al di là della vicenda specifica.
Ho scritto sopra che ritengo che “Non hanno un amico” ecceda in livore e rabbia. In questo caso, ho trovato che fosse un ingrediente fondamentale.

Postato il 03/02/2026


Non è che un addio

di Mario Ferrando

Non è che un addio La Vita Felice,2025,250 pagine
La genesi di questo libro è interessante: l’autore ha visitato i cimiteri del Ponente Ligure alla ricerca di lapidi con epitaffi che in qualche modo attirassero la sua attenzione. Si è documentato sulle storie relative a queste persone, a volte piccole celebrità di provincia, a volte gente più comune, e poi ha fatto un salto di fantasia, immaginando piccole storie di contorno, vignette relative alla vita e la morte di questi personaggi. Sì, viene in mente Spoon River o magari De André, ma trovo che qua ci sia un lavoro di documentazione e di selezione che nelle versioni poetiche non c’è (o, perlomeno, non traspare). Quello che infatti rende pregevole l’operazione è come riesca a trasmettere l’atmosfera di un pezzetto di Italia in un periodo preciso, dall’Unità di Italia al primo dopoguerra, con una piccola appendice di cui parlo dopo. Ci sono i grandi eventi (il Risorgimento, le due guerre mondiali), le grandi ideologie (il contrasto tra religione e razionalismo compare spesso, è evidentente un pallino di Ferrando) ma anche storie particolari, come il violinista virtuoso cieco “Seidita” o anche piccole storie quotidiane di piccola gente, più rare perché è più difficile che potessero dedicare una lapide con epitaffio.
Le storie sono brevi, di solito poche pagine, e quasi sempre si usa lo stratagemma dell’epistola o del diario, anche se in un caso ci si spinge anche a una piccola pièce teatrale. Forse il difetto maggiore del libro sta in questo: le storie sono appena accennate, e troppo spesso didascaliche, nel senso che si limitano a mettere in prosa una serie di informazioni. La fantasia sembra troppo trattenuta, forse per pudore nei confronti sia dei defunti che dei lettori, ma mi sarebbe piaciuto qualche guizzo più inaspettato.
Chiudo, come il libro, con l’ultima storia. Al contrario delle altre, qui l’epitaffio è inventato e la storia è completamente vera e parla di un piccolo grande avvenimento in un paesino di poche decine di anime in cui viveva il bisnonno dell’autore e la festa che ne segue. E vi assicuro, è davvero difficile non commuoversi a leggerlo. Anche se c’è un piccolo controfinale nascosto nelle appendici, questo è un finale meraviglioso.

Postato il 01/02/2026


Send Help

di Sam Raimi (2026)

Send Help (2026) Poster

Meet Linda Liddle… She’s from strategy and planning. She’s the boss now.

Il riassunto Two colleagues become stranded on a deserted island, the only survivors of a plane crash. On the island, they must overcome past grievances and work together to survive, but ultimately, it’s a battle of wills and wits to make it out alive. Imdb

Il commento Il nuovo film di Sam Raimi, finalmente un film personale dopo il tempo perso con la Marvel, non è proprio un horror ma piuttosto una commedia nera, una spietata satira del mondo business e di come tratta le donne. Lo spunto, già visto molte volte, di “naufraghi in un’isola deserta in cui le dinamiche sociali si ribaltano” è tuttavia sfruttato in modo intelligente e a tratti imprevedibile. A parte questo, Raimi si concede una regia raffinata con a tratti i suoi marchi di fabbrica, un sacco di fluidi corporei schifosi e ne combina di tutti i colori ai suoi personaggi. Mi son divertito molto.

Postato il 01/02/2026


Planes, Trains and Automobiles

di John Hughes (1987)

Planes, Trains and Automobiles (1987) Poster

What he really wanted was to spend Thanksgiving with his family. What he got was three days with the turkey.

Il riassunto An irritable marketing executive, Neal Page, is heading home to Chicago for Thanksgiving when a number of delays force him to travel with a well meaning but overbearing shower curtain ring salesman, Del Griffith. Imdb

Il commento Un classicone di John Hughes con Steve Martin e John Candy che mi mancava, non è certamente lo spunto originale quello per cui lo si ricorda: un’odissea per tornare a casa in cui succede di tutto e in cui due persone incompatibili sono costrette a condividere gli spazi e le avventure. Ma quello che funziona perfettamente è la chimica tra i personaggi, le gag, l’esagerazione delle sfighe, la comicità fisica di Steve Martin. È proprio un film divertente, già.

Postato il 29/01/2026


Marty Supreme

di Josh Safdie (2025)

Marty Supreme (2025) Poster

Dream big.

Il riassunto Marty Mauser, a young man with a dream no one respects, goes to hell and back in pursuit of greatness. Imdb

Il commento Devo ammettere che mi aspettavo molto di più da questo celebrato film. L’ho trovato una ripetizione di Uncut Gems, ma con ambientazione sportiva, in altro periodo storico e con un finale rassicurante. C’è del buono, eccome: il ritmo vorticoso e ansiogeno, le facce scelte nel casting, le volute sfilacciature della sceneggiatura, gli attori protagonisti. Eppure, mi è rimasta la sensazione di un film riuscito un po’ storto e con un finale posticcio (non che quello pensato dal regista avesse molto più senso…), e che è ben lontano dall’essere il Rocky del 2026 come qualcuno dice.

Postato il 27/01/2026


For All Mankind - stagione 1

di Ronald D. Moore,Ben Nedivi,Matt Wolpert (For All Mankind, 2019)

For All Mankind - stagione 1 Poster

A new gold rush begins.

Il riassunto Explore an aspirational world where NASA and the space program remained a priority and a focal point of our hopes and dreams as told through the lives of NASA astronauts, engineers, and their families. Imdb

Il commento Una bella sorpresa questa serie, che riesce a mettere insieme fantastoria, fantascienza e fantapolitica: il “what if” dei russi che arrivano sulla Luna prima degli americani e quindi la corsa allo spazio continua è appassionante. Al netto di qualche lungaggine (ma perché gli episodi devono durare per forza un’ora?) è una serie coinvolgente, con diversi momenti topici e decisamente imprevedibile. Non ho la minima idea di come andrà avanti, e sono molto curioso.

Postato il 26/01/2026


I terroristi del rock

di Daniele Guglielmi Veronesi

I terroristi del rock Sette Città,2024,610 pagine
Partiamo dal titolo: il senso che vuol dare autore alla parola “terrorista” è quello etimologico, ovvero “che incute terrore”, ma declinandola in senso ampio con “musica che scuote, che rompe con il passato, che “spettina”, che non lascia indifferenti”. Vi siete persi? Eh, diciamocelo: che idea del cazzo!
Ed è un peccato, perché complessivamente è un ottimo libro, ben documentato, completo, appassionato, scritto con un piglio più giornalistico che letterario, che si confà al tema. E non è una delle solite fottute storie in ordine cronologico!La prima parte (i cinque capitoli H, E, A, V, Y) è migliore della seconda (lascio come esercizio indovinare i titoli di essa), e tratta argomenti in generale trasversali al metal: ad esempio i concetti di appartenenza al mondo metal, la misoginia, la politica, il satanismo. Ogni capitolo parla dell’argomento, citando interviste e dichiarazioni e traendo esempi dalle opere. In particolare, poi, ogni tanto prende un album particolarmente significativo e lo analizza in dettaglio, canzone per canzone.
Nella seconda gli argomenti generali iniziano un po’ a mancare, e si concentra sui dischi, divisi in macroargomenti: dischi “tangenti” al metal, dischi di gente morta (!), dischi dal vivo etc. e, a come accennavo, questa parte è meno brillante e a tratti un po’ noiosetta. Guglielmi ha i suoi gusti, molto ampi e generalmente condivisibili, va detto, ma a volte leggere cinque pagine su un disco di cui non sai niente e che non ti ispira per nulla è un po’ scocciante. Ciò che però non scema mai è la passione dell’autore, a tratti visibilmente estasiato, commosso o esaltato da ciò che parla. Ovviamente questo non è un libro per tutti. Un lettore musicalmente ignorante del genere e molto curioso imparerà moltissimo, non si dà nulla per scontato, ma non credo che il libro sia stato pensato per lui. Invece, chi è metallaro dentro o fuori in qualsiasi modo, si divertirà come non mai con questa lettura.

Postato il 25/01/2026


La Grazia (2025)

di Paolo Sorrentino

La Grazia (2025) Poster

A president. A pardon. A legacy.

Il riassunto President Mariano De Santis’ term is coming to an end. Disparagingly nicknamed ‘Cemento armato’ (reinforced concrete) for his intractable nature and overly careful approach to politics, he has grown lonely in the echoing halls of the presidential palace, mourning the loss of his wife and listening to hip-hop. Before returning to civilian life, De Santis must make a series of bold decisions – a pair of presidential pardons and a groundbreaking policy bill – that will cement his legacy. Imdb

Il commento Forse mi aspettavo di più da “La Grazia” di Sorrentino, un film che affronta argomenti giganteschi ma non riesce a dipanarli, forse per la loro natura. Ci sono alcune deliziose “sorrentinate” surreali, a tratti il film risulta più che commovente, diversi personaggi di contorno sono riuscitissimi e mi è piaciuto come si affronti il dolore personale rispetto alle grandi ideologie, ma il film nella parte centrale gira davvero molto a vuoto, e a me è rimasta la sensazione di “e allora?”

Postato il 21/01/2026


Tunic

(Switch 2)

Tunic Poster Cos’è: Un’avventura a metà tra i vecchi Zelda 2D (per la visualizzazione) e i metroidvania (per le meccaniche). La cosa più curiosa è che parte dell’avventura è trovare il manuale del gioco stesso, scritto in una lingua incomprensibile ma che fornisce vari indizi.

Com’è: Ahimè, per quanto mi affascinasse l’idea del manuale in lingua sconosciuta, ho trovato Tunic troppo difficile e frustrante per uno che nei videogame cerca relax come me. Ho deciso, dopo averlo abbandonato brevemente, di terminarlo “barando” usando la modalità accessibilità che permette di essere invincibili, e anche con questo la parte esplorativa è molto sfidante e richiede ampio ricordo a guide online. Nonostante questi che per me sono difetti (per altri, evidentemente, no) mi è parso un gioco ben pensato con un’atmosfera molto affascinante e un sacco di belle idee. Peccato.

Postato il 21/01/2026